Bankitalia: in Friuli Venezia Giulia ripresa con il freno

Presentato a Trieste martedì 10 novembre l'aggiornamento congiunturale. In evidenza un trend di crescita meno sostenuto rispetto al Nordest e la sofferenza dell'occupazione

UDINE. Nella prima parte del 2015 la domanda rivolta all’industria del Friuli Venezia Giulia ha proseguito la crescita moderata iniziata nell’anno precedente, che ha coinvolto anche i consumi interni.

Le esportazioni – al netto della cantieristica, caratterizzata da prolungati cicli di produzione – sono aumentate in misura più contenuta rispetto al Nord Est e all’Italia.

Nell’indagine svolta a inizio autunno dalla Banca d’Italia presso le imprese industriali, la quota degli intervistati che ha dichiarato un aumento del fatturato nei primi tre trimestri dell’anno ha superato lievemente quell a con vendite in calo; per il semestre successivo prevalgono le previsioni di una stabilizzazione o di un aumento degli ordini.

Nell’anno in corso tre quarti delle imprese del campione ha confermato i programmi di moderata crescita degli investimenti formulati a primavera.

Nell’edilizia la diminuzione dei livelli di attività è proseguita, ma a un ritmo più contenuto; nel mercato immobiliare le transazioni sono lievemente aumentate, stabilizzandosi su livelli comunque assai inferiori a quelli antecedenti il 2012.

Dopo una prolungata flessione dei consumi, le vendite delle imprese commerciali al dettaglio hanno mostrato un lieve aumento.

La moderata ripresa non si è ancora riflessa in un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. La dinamica dell’occupazione è stata negativa e peggiore sia rispetto al Nord Est sia al complesso del paese.

Tale calo, unito a quello delle persone inattive, si è riflesso sul tasso di disoccupazione che ha raggiunto un nuovo massimo storico.

Anche in Friuli Venezia Giulia il ricorso ai contratti a tempo indeterminato si è intensificato, in connessione con le recenti misure del Governo in tema di decontribuzione e di riforma del mercato del lavoro.

Nella prima metà del 2015 i prestiti bancari ai residenti in regione hanno ripreso ad aumentare.

La crescita dei finanziamenti alle imprese è risultata circoscritta a quelle medie e grandi, mentre per le altre aziende il credito è ancora diminuito.

I prestiti alle famiglie consumatrici sono rimasti sostanzialmente stabili e sono cresciute le erogazioni di nuovi mutui immobiliari.

Tuttavia la qualità del credito si è ulteriormente deteriorata sia per le imprese sia per le famiglie.

Secondo le informazioni tratte dall’indagine condotta presso le principali banche che operano in regione, la domanda di finanziamenti si è ulteriormente rafforzata e le condizioni di accesso al credito sono lievemente migliorate.

È proseguita la crescita dei depositi bancari delle famiglie consumatrici, sospinta dai conti correnti.

(Elena Del Giudice)