Piano casa veneto: 3,5 miliardi di investimenti

Oltre 83 mila domande per 8 mila imprese coinvolte e 14 mila addetti. Il 95% degli interventi riguarda edifici residenziali, 40 mila euro l'investimento medio. La Regione è tra le più virtuose d'Italia

VENEZIA. Ottantatremila domande presentate; 3,5 miliardi di euro di investimenti; 160 metri cubi di intervento medio su edifici residenziali; 650 metri cubi di intervento medio su edifici non residenziali; 35-40 mila euro di investimento medio per intervento; 90-95 per cento degli interventi riguarda edifici residenziali; 8 mila imprese che grazie al Piano Casa hanno continuato a svolgere la propria attività; 14 mila gli addetti che hanno mantenuto la propria occupazione. 

A sei anni dalla sua entrata in vigore, questi i numeri del Piano Casa nel Veneto, una delle regioni più virtuose d'Italia nell'utilizzo di uno strumento varato per fronteggiare la crisi economica e in particolare il crollo del settore dell'edilizia, ma anche per rispondere alle esigenze abitative delle famiglie, per promuovere la riqualificazione urbana, per incentivare la qualità architettonica ed energetica degli edifici.  Per fare il punto sugli effetti di questo strumento ma soprattutto per delineare le modalità e le prospettive del suo possibile rinnovo nel Veneto dopo la scadenza del maggio 2017 del «Piano ter», si è svolto oggi a Venezia, su iniziativa della Regione del Veneto, un workshop, intitolato "Quale futuro per il Piano Casa?", al quale hanno partecipato i tecnici della Regione e numerosi rappresentanti di ordini e collegi professionali.

L'assessore al Territorio, Cristiano Corazzari, ha aperto i lavori sottolineando "che il successo del Piano Casa è indiscutibile, è una norma che ha consentito di cogliere importanti obiettivi e alla quale, pur con i necessari adeguamenti ai nuovi scenari, difficilmente si potrà rinunciare.  Mi preme ribadire - ha proseguito Corazzari - che questa legge rende possibili interventi solo dove è già stato costruito, favorisce il recupero e la riqualificazione di edifici vecchi e spesso inutilizzati e quindi va esattamente nella direzione opposta a quella dell'impiego di nuovo territorio, aspetto quest'ultimo che come Regione consideriamo di primaria importanza". "Anche se alcuni indicatori economici lasciano intendere che nell'anno in corso si stia finalmente assistendo a una ripresa del settore edilizio - ha aggiunto l'assessore - i numeri concretamente positivi sono quelli che emergono dall'attuazione della legge sul Piano Casa, una legge che, a costo zero per la collettività, ha movimentato oltre 3,5 miliardi di euro di investimenti, sostenendo il mondo del lavoro legato alle costruzioni e all'indotto da queste generato". 

"La nuova legge sul Piano Casa - ha concluso - andrà analizzata in un quadro normativo in movimento. Oggi inizia un percorso che intendiamo svolgere insieme a tutti i soggetti pubblici e privati interessati e che ci porterà, mi auguro, a rendere organica e definitiva una norma che abbia tra i suoi capisaldi il contenimento del consumo di suolo, la riqualificazione degli edifici esistenti, l'uso di fonti rinnovabili, la ristrutturazione di immobili e la demolizione di fabbricati inutilizzati. Tutto ciò in una logica di miglioramento della qualità dei luoghi di vita, di opportunità di lavoro e di rilancio dell'economia".