La crisi dell'acciaio impatta i conti Danieli

Scendono i ricavi del 14% per il Gruppo quotato in Borsa Italiana. La relazione finanziaria semestrale segna 1,16 miliardi in calo rispetto ai 1,357 del 2014. Scende del 14% anche l'Ebitda. L'utile netto di periodo cala del 32%

Scendono i ricavi del 14% per il Gruppo Danieli, quotato in Borsa Italiana. La relazione finanziaria semestrale chiusa il 31 dicembre 2015 e approvata oggi dal Cda segna 1,16 miliardi in calo rispetto ai 1,357 del 2014. Scende del 14% anche l'Ebitda a quota 108 milioni di euro. L'utile netto di periodo cala del 32% da 66,1 milioni di euro a 45,2 milioni.

La posizione finanziaria netta è positiva per 841 milioni di euro. Al 31 dicembre il Gruppo conta 10.045 addetti con un portafoglio ordini in calo del 4% per 3 miliardi di euro di cui 153 milioni per acciai speciali.

Il calo, spiega una nota, è riferibile a "un avanzamento meno veloce di alcuni progetti nel periodo e senza variazioni significative nell’area di consolidamento, ed una diminuzione seppure più contenuta del fatturato nel settore acciaio (Steel Making) con volumi di produzione in tenuta ma prezzi di vendita inferiori rispetto al 2014/2015, essenzialmente legati alla diminuzione dei costi delle materie prime". Si aggiunge che: "Il minore volume di ricavi del Gruppo rispetto alle previsioni d’inizio anno risulta comunque solo temporaneo ed è prevalentemente legato al rispetto dei programmi di costruzione contrattualmente concordati con i clienti del settore impianti, con un Ebitda inferiore in termini assoluti ma costante in termini relativi".

Il primo semestre dell’esercizio 2015/2016 presenta "una redditività comunque interessante in entrambi i settori operativi (Plant Making e Steel Making), con la prospettiva, per quest’ultimo, di migliorare nel primo semestre del 2016" si legge nel report.

L’anno 2016 si prospetta quindi incerto, rimanendo ancora debole la domanda di acciaio legata al mercato delle grandi opere infrastrutturali e solo nel 2017 e nel 2018 si potrà avere un maggior consolidamento della domanda sia per investimenti fissi sia per prodotti di qualità per l’industria meccanica, cantieristica e trasporti, riferisce il Gruppo.