C'è la friulana Danieli tra i firmatari dei sette accordi tra Italia-Iran

Si conclude oggi la missione del premier Renzi a Teheran. L'azienda di Buttrio fornirà pezzi di ricambio per il settore automobilistico

Teheran (Iran). Accordi per 20 miliardi di euro.

Sono quelli raggiunti e siglati ieri, nel corso della visita del premier Matteo Renzi a Teheran dove ha incontrato il presidente della Repubblica iraniana Hassan Rohani.

E tra le intese ce n’è una con un’azienda del Nordest, la Danieli di Buttrio, rappresentata in Iran dal presidente e amministratore delegato Giampiero Bendetti, che ha per oggetto pezzi di ricambio nel settore automobilistico.

Nel dettaglio un’intesa molto importante è stata raggiunta tra Ferrovie dello Stato e le ferrovie iraniane per un totale di 3,5 miliardi.

Tra gli altri accordi, quello fra Enel e una società iraniana di esportazione di gas, uno fra la società degli aeroporti di Milano Sea e un’omologa iraniana.

Nella folta delegazione di industriali che hanno accompagnato Renzi, c’erano l’amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi, Pasquale Salzano (Eni), Stefano Cao (Saipem), Alberto Nagel (Mediobanca), Renato Mazzonicini (Fs), l’ingegner Gian Vittorio Armani (Anas), la presidente dell’Unione industriale di Torino Licia Mattioli, Gianpietro Benedetti (Danieli), Alessandro Castellano (Sace), Antonella Baldino.

La visita del presidente del consiglio italiano Matteo Renzi ha portato a Teheran ciò che le autorità iraniane chiedono da tempo: non solo promesse ma un impegno reale per l'accelerazione delle linee di credito verso la Repubblica islamica e una normalizzazione dei rapporti bancari, condizione necessaria - dicono gli iraniani - perhè gli accordi diventino operativi.

Al seguito della delegazione governativa-economica italiana guidata da Renzi, la Cdp, la Cassa depositi e prestiti, ha annunciato, insieme alla sue controllate Sace e Simest, lo stanziamento di 8,8 miliardi di euro per finanziare e sostenere le aziende italiane, grandi, medie e piccole, nei settori delle infrastrutture, del petrolio e del gas e dei trasporti in Iran.

Le Ferrovie dello Stato italiano costruiranno due linee ad alta velocità per un valore di oltre 3 miliardi in 10 anni, l'Enel ha raggiunto un'intesa di cooperazione con una società iraniana del gas, così come la società aeroporti di Milano Sea con una controparte iraniana.

La Danieli, il cui amministratore delegato Benedetti ha firmato il Mou, presentandosi senza cravatta, all'iraniana, fornirà pezzi di ricambio nel settore automobilistico.

Altre intese riguardano l'ente Fiera di Roma, il turismo, l'energia, insieme ad accordi accademici importanti che consentiranno - ha spiegato il ministro dell'Istruzione , Stefania Giannini - di sostenere lo scambio di dottorandi e ricercatori, la collaborazione nella ricerca fisica e nel restauro dei beni artistici.

Importante anche il memorandum che la Saipem ha firmato con la Razavi Oil & gas per una possibile collaborazione per lo sviluppo del giacimento di Toos Gas Field Development Project, a cica 100 chilometri a nordovest della città di Mashad.

«La fine delle sanzioni contro l'Iran è stato un passaggio storico per tutto il mondo, ma ora è necessaria un'immediata ripartenza dei rapporti economici e bancari», ha detto Renzi.

Ma nonostante la fine delle sanzioni economiche da parte dell'Onu e dell'Europa, le banche occidentali stentano a riaprire i propri canali con l'Iran.

Uno dei problemi riguarda il fatto che gli stati Uniti hanno rimosso le sanzioni legate al programma nucleare iraniano, ma non quelle relative al rispetto dei diritti umani e del presunto sostegno di Teheran a gruppi terroristici, tra cui Washington include anche i Pasdaran, proprietari tra l'altro di molte aziende nazionali iraniane.

Le banche europee - spiegano gli esperti - temono di finire sotto le sanzioni americane, finanziando progetti in Iran e riaprendo i canali di credito.

Dall'Italia sono arrivati segnali positivi, in controtendenza rispetto all'atteggiamento di altri paesi occidentali.

Già nei giorni scorsi, la Banca d'Italia aveva autorizzato la Sepah Bank, il più antico istituto finanziario iraniano, a riaprire la propria filiale di Roma, dopo 9 anni di chiusura.

Chi, per il momento, rimane in una posizione di attesa è l'Eni, a causa dei bassi prezzi del petrolio.

Oggi la visita prosegue con l'incontro, alla Camera del Commercio, con i businessmen iraniani, pubblici e privati, alla presenza di Matteo Renzi e del ministro degli Esteri Zarif.

Prossimamente sarà il ministro dell’Economia Padoan a recarsi in Iran.