BpVi, i soci chiedono 1 miliardo di euro; le richieste giudiziali arrivano a 650 milioni; 10 milioni il contenzioso con il Fisco e rischia una multa di 5 milioni dall'Antitrust

La Consob dà il via libera al prospetto di aumento di capitale. Nell'informativa non solo i dettagli per l'operazione ma anche i procedimenti sanzionatori e il trend dell'istituto

VICENZA – Via libera dalla Consob al prospetto per l'offerta pubblica di azioni in vista dela quotazione.

L'ok della Consob è datato 21 aprile e fa seguito al provvedimento di ammissione a quotazione sul MTA (mercato telematico) delle azioni ordinarie Banca Popolare di Vicenza rilasciato in data 20 aprile 2016 da Borsa Italiana.

"L’Offerta Globale - spiega BpVi - si compone di: a) un’Offerta Pubblica, per un controvalore minimo, comprensivo dell’eventuale sovrapprezzo, di Euro 375.000.000,00, pari al 25% del controvalore dell’Offerta Globale rivolta agli Azionisti e al pubblico indistinto in Italia".

Non possono aderire all’Offerta al Pubblico Indistinto gli Investitori Istituzionali, che possono aderire esclusivamente al Collocamento Istituzionale.

I risultati della Banca Popolare di Vicenza nei primi mesi del 2016 risultano inferiori al budget fissato dal management: a febbraio - si legge nel prospetto informativo dell'aumento di capitale - gli impieghi sono in calo del 2,6% sia rispetto alle stime di budget che al livello di fine 2015 mentre la raccolta diretta rimane stabile sui valori di fine 2015 (-0,1%) e in flessione dello 0,7% rispetto al budget.

La raccolta diretta all'inizio del mese di marzo ha però «risentito di una flessione dei volumi connessa con la situazione complessiva dell'emittente».

I ricavi core (margine di interesse e commissioni nette) nel primo bimestre 2016 sono scesi sia rispetto all'ultimo trimestre che rispetto alle stime di budget, rispetto alle quali segnano un calo del 5,4%.

Sempre dall’esame del prospetto, si evince che la Consob ha avviato sei procedimenti sanzionatori nei confronti di esponenti ed ex della Banca Popolare di Vicenza in seguito all'ispezione condotta tra aprile 2015 e febbraio 2016.

Molteplici le contestazioni, di cui risponde in solido anche la banca: si va dalle irregolarità nella definizione dei profili di rischio dei clienti ai finanziamenti per l'acquisto delle proprie azioni, dalla gestione degli ordini di vendita da parte dei soci alla determinazione del prezzo delle azioni della banca.

E ancora su BpVi pendono richieste economiche giudiziali per quasi 650 milioni di euro.

A fine marzo «il petitum delle richieste economiche avanzate in sede giudiziale e nei confronti del gruppo è pari complessivamente a 647,4 milioni di euro», scrive la banca nel prospetto informativo pubblicato in vista della quotazione nella sezione relativa ai «rischi connessi ai procedimenti giudiziari in corso».  

Sono 4.752 i reclami presentati dalla clientela della Popolare di Vicenza in relazione al collocamento e all'operatività sulle azioni della banca.

Complessivamente i soci chiedono 1.004,6 milioni di euro.

I contenziosi instaurati per il fenomeno del capitale finanziato e le lettere di riacquisto dei titoli sono 79 per un petitum complessivo di 294,5 milioni, di cui 206 milioni già ricompresi nei dati sui reclami.

BpVi ha anche in corso procedimenti di natura tributaria per 10 milioni e rischia una multa dall'Antitrust fino a 5 milioni.

Quanto ai rischi col fisco «alla data del prospetto sono pendenti circa 17 vertenze, per un ammontare complessivo pari a circa Euro 10 milioni a titoli di imposte, interessi e sanzioni».

Per quanto riguarda invece l'istruttoria con l'Agcm, notificata a inizio marzo e riguardante «pratiche commerciali scorrette», «il rischio sanzionatorio sussistente in capo è compreso tra 5 mila 5 milioni di euro».