Carel pensa alla Borsa e rinnova l'integrativo. Con più welfare

L'azienda padovana punta a Piazza Affari, ma senza fretta, per accelerare i propri progetti di sviluppo

VENEZIA - Il gruppo Carel, impresa padovana attiva nelle soluzioni di controllo e refrigeramento di grandi impianti, con un fatturato 2015 che dovrebbe superare i 200 milioni, sta valutando l’ipotesi di una quotazione in Borsa per sostenere i propri progetti di crescita e ha chiuso con i sindacati una trattativa per il rinnovo dell’integrativo, lanciando anche nuove forme di sostegno “familiare” a favore dei dipendenti genitori e dei loro figli, dalla nascita fino al compimento degli studi universitari.

In particolare, per le famiglie dei dipendenti di Carel sono stati previsti due plafond da 15.000 euro ciascuno per l’iscrizione dei figli all’asilo nido e per un programma di borse di studio destinato ai figli dei dipendenti meritevoli dalle scuole medie all’università.

A questo si aggiungono l’estensione percentuale del numero dei potenziali richiedenti orario part-time (rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale), l’allungamento temporale fino a 3 anni dell’orario di lavoro a regime ridotto, il contributo aggiuntivo del 10% sull’indennità erogata durante la maternità facoltativa, la conferma della copertura assicurativa in caso di morte del dipendente a favore della sua famiglia e, più in generale, un sistema di flessibilità nei regimi d’orario di lavoro, sia verticale che orizzontale, in grado di soddisfare le esigenze di conciliazione tra vita lavorativa e vita personale/famigliare.

«Il nuovo modello di Welfare di Carel rappresenta un importante passo verso l’adozione di metodologie innovative e flessibili a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie ma riconoscendo nel contempo qualità e sostenibilità organizzativa delle politiche adottate - ha dichiarato Carlo Vanin, Chief Organization Officer».

Questo accordo «testimonia inoltre che, quando impresa e organizzazioni sindacali si impegnano congiuntamente nell’interesse dei lavoratori e nel miglioramento della loro qualità di vita, è possibile trovare sempre il giusto punto di incontro».

L’azienda, che fa capo alle famiglie Rossi Luciani e Nalini, sta poi considerando l’ipotesi di quotarsi a piazza Affari per accelerare il proprio processo di sviluppo; un’opzione che viene preferita ai fondi, ma che, con una cassa positiva, verrà valutata senza fretta.