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Terziario a Udine: a fine 2015 un saldo positivo di 300 imprese

La scommessa è l'e-commerce e "può fare la differenza". Focus della Confcommercio provinciale al primo trimestre 2016, crescono fiducia e imprese ma l'occupazione resta stabile

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Il Friuli Venezia Giulia è al terzo posto in Italia dopo Trentino Alto Adige e Lombardia per numero di famiglie con accesso a Internet e ancora terzo, dopo Valle d’Aosta e Lombardia, negli acquisti online: il 33,7% di chi utilizza la rete lo ha fatto anche a quello scopo, contro una media italiana del 27,2%.
Ecco perché le aziende in Fvg devono rafforzare la loro attività di commercio elettronico.

L’input arriva da Confcommercio provinciale di Udine alla luce dell’indagine trimestrale, a cura di Format Ricerche, sull’andamento del terziario della provincia di Udine nel primo trimestre 2016, dossier che contiene anche un focus sull’e-commerce dal quale emerge che il 12% delle aziende friulane utilizza il proprio sito per vendere prodotti e servizi realizzando oltre il 15% dei ricavi attraverso lo strumento informatico. Non manca l’apertura all’estero: il 7,8% del terziario locale usa l’e-commerce prevalentemente con clienti stranieri.

Percentuali buone rispetto al resto d’Italia, ma da incrementare per alimentare anche sul web la timida ripresa confermata dall’indagine commissionata da Confcommercio. Nei primi tre mesi dell’anno si assiste infatti a un aumento del clima di fiducia (le risposte delle 384 imprese intervistate fanno segnare un indicatore del 42,7 sulla situazione economica e del 51 sulla propria impresa, i valori più alti dall’inizio della crisi), ma conforta anche la previsione sul saldo tra imprese iscritte e cessate: per il terziario della provincia di Udine si profila un +301 a fine 2016. «La situazione economica sta migliorando e l’ottimismo non può mancare nel nostro settore – commenta il presidente provinciale Giovanni Da Pozzo –, ma la piccola e media impresa non può comunque abbassare la guardia vista la morsa perdurante di pressione fiscale e burocrazia».

Gli sviluppi in termini di fiducia sono accompagnati dai giudizi positivi delle imprese sul livello dei ricavi (indicatore 47 da 46,6 di fine 2015), anche se circa un operatore su quattro continua a mostrare difficoltà su questo fronte. Resta poi stabile la situazione occupazionale (34,5 da 34,8), stagnazione che segue la crescita degli ultimi mesi ed è destinata a confermarsi nel breve termine. Così come stabili sono i prezzi praticati dai fornitori (indicatore da 48,1 a 48) e i tempi di pagamento da parte dei clienti (da 40,6 a 40,5).

Sull’utilizzo del Jobs Act il 23,8% degli intervistati anticipa che effettuerà assunzioni e trasformazioni nonostante la riduzione del bonus occupazionale, il 28% lo farà in maniera inferiore, il 48,2%, invece, non interverrà.


Si consolida infine nell’area di espansione l’indicatore relativo al fabbisogno finanziario delle imprese del terziario udinese e resta stabile la percentuale di coloro che si recano in banca per chiedere credito (31%), così come la quota di risposte positive (51%). In questo scenario, migliorano anche le condizioni alle quali il credito viene concesso (i tassi di interesse si abbassano).

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