Febbre da Brexit: bruciati 411 miliardi

Sterlina ai minimi da trent'anni sul dollaro, peggio di Lehman Brother, peggio dell'11 settembre. A Milano i titoli bancari precipitano - 20 punti per Banco Popolare, Unicredit, Bpm. Luxottica salva la faccia, solo -3%

C'è panico sui mercati: le borse crollano, l'oro sale, la sterlina precipita. Tutta colpa del referendum sulla Brexit che ha visto vincere a sorpresa il fronte del Leave. Ciò nonostante la Bce, in una nota, si sia dichiarata "pronta a fornire liquidità aggiuntiva, se necessaria, in euro e valuta estera". La Bce ha definito le banche europee resistenti per capitali e liquidità: "saremo a garanzia - dice l'Eurotower - della stabilità finanziaria nell'area euro".

[[ge:gelocal:promo:site:1.13715442:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://nordesteconomia.gelocal.it/focus/2016/06/24/news/brexit-atlante-conferma-gli-impegni-su-veneto-banca-1.13715442]]

Eppure sono andati in fumo oggi 411 miliardi. L'hanno già definito il venerdì nero: giù Milano, Madrid, Francoforte, Parigi. Londra a sorpresa invece tiene, limitando le perdite a -2%. A fine giornata il Ftse Mib ha chiuso a -12,48%. Sono letteralmente a picco tutti i bancari che perdono almeno venti punti a Piazza Affari a fine mattinata: tra i maggiori ribassi ci sono Banco Popolare (-23), Bpm (-24), Mediobanca, Intesa San Paolo (-22), Mps, Unicredit. -16% per le assicurazioni Generali di Trieste. Solo Luxottica salva la faccia, con un meno 3,3%.

I ministri degli esteri dei sei Paesi fondatori dell'Ue si riuniranno domenica a Berlino per valutare le conseguenze del referendum britannico. Parteciperà per l'Italia anche il ministro Paolo Gentiloni.

[[ge:gelocal:promo:site:1.13705254:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://nordesteconomia.gelocal.it/focus/2016/06/22/news/brexit-a-rischio-3-5-miliardi-di-export-dal-nordest-1.13705254]]
 

"Le regole cambieranno drammaticamente, la volontà di uscire dall’Unione Europea avrà un impatto forte e duraturo sulla vita dei britannici, ma anche sull’intera Europa - commenta a caldo Philippe Waetchter, capo economista di Natixis Am -. Nel breve termine, tuttavia, non accadrà nulla sul versante economico. Ma le aspettative cambieranno pesantemente e sarà questo a pesare sui mercati finanziari. Le banche centrali non rimarranno neutrali e dovranno intervenire per evitare una ricaduta dopo lo shock inglese. Come durante la crisi del 2008/2009, gli accordi di scambio tra le banche centrali si attiveranno per fornire liquidità ai mercati finanziari globali".

[[ge:gelocal:promo:site:1.13715317:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://nordesteconomia.gelocal.it/focus/2016/06/24/news/trema-l-export-friulano-verso-l-uk-mobili-a-rischio-1.13715317]]
 
"Per l’economia, la domanda è piuttosto semplice: la relazione tra UK e resto del mondo cambierà profondamente - aggiunge l'analista -. Le regole non saranno uguali per la quinta maggiore economia al mondo. Il peso del Regno Unito è di per sé una fonte di preoccupazione per il resto del mondo. Tutto ciò accadrà in un contesto di bassa crescita e dove le banche centrali hanno già adottato, e per un periodo prolungato, politiche monetarie molto accomodanti. In altre parole, uno shock negativo e persistente con poca capacità di aggiustamenti a causa della politica dei bassi tassi potrà avere un effetto duraturo sul Regno Unito e sul resto del mondo. La principale fonte di shock è che il Regno Unito non avrà più accesso al mercato unico alle stesse condizioni di oggi. Un nuovo paradigma dovrà essere definito. Questo richiederà tempo e creerà incertezza".

Il tempo di uscita dalla Ue è di due anni dalla comunicazione formale della Gran Bretagna. Stando al discorso del premier Cameron di stamani, in cui ha annunciato le dimissioni per ottobre in coincidenza con il Congresso, l'intenzione potrebbe essere quella di temporeggiare nell'invio della comunicazione formale. In questo momento, ha precisato Cameron, nulla cambierà per la circolazione di merci e persone nel mercato unico.