Zuccato (Confindustria Veneto): "Preoccupati ma Brexit può cambiare l'Europa"

"La Brexit desta certamente preoccupazione per gli effetti immediati sui mercati finanziari, le possibili ricadute sui rapporti commerciali del Veneto con la Gran Bretagna, e soprattutto per il futuro dell’Europa. Allo stesso tempo, però, può e deve rappresentare una scossa proprio per cambiare in meglio e rendere più flessibili i trattati e le politiche europee. Perché siamo convinti che crescita e sviluppo non si garantiscono attraverso divisioni o mere politiche di austerità, ma bensì rimanendo uniti e investendo in un’Europa più vicina alle esigenze di cittadini e imprese" dice il presidente di Confindustria Veneto, Roberto Zuccato.

Della stessa opinione anche Maria Cristina Piovesana, ai vertici di Unindustria Treviso: "Questo referendum inglese potrebbe diventare una scossa positiva per l’Europa e i suoi cittadini, in questa fase di stallo del processo di integrazione, considerando la possibile perdita dei grandi progressi raggiunti in passato e l’ambizione di costruire una nuova Unione Europea, flessibile e meno burocratica, autorevole ed efficace. La Brexit è quindi un punto di rottura ma potrebbe diventare un’occasione di ripartenza di un grande progetto, senza il quale saremmo tutti più deboli e isolati".

“L’uscita del Regno Unito è un chiaro segnale, da non sottovalutare, un monito a chi l'ha amministrata con troppa austerità” afferma il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon. “Non giudico il risultato positivo o negativo. Si è chiesto il parere dei cittadini e su questo parere bisognerà riflettere considerando che l’opinione pubblica può avere una visione diversa da quella di chi governa. Il risultato indica la disaffezione e il disorientamento di una parte di cittadini europei rispetto a istituzioni troppo complicate, distanti e spesso incomprensibili ai cittadini. Per questo, l'esito del referendum britannico deve essere l'occasione per innescare una riflessione sul ruolo e la struttura dell'Europa”.

Sos anche dalla Coldiretti: "la Gran Bretagna è diventato nel 2016 il primo mercato mondiale di sbocco delle spumante italiano con le bottiglie esportate che hanno fatto registrare un aumento record del 38% nel primo trimestre consentendo il sorpasso sugli Stati Uniti". Secondo Coldiretti, gli effetti della Brexit potrebbero sconvolgere le tavole inglesi che amano particolarmente il prosecco Made in Italy.

Nel primo trimestre del 2016 in Gran Bretagna sono state spedite il 30% delle bottiglie di spumante esportate. In pratica quasi 1 su 3.  "La Gran Bretagna - sottolinea la Coldiretti - è il quarto sbocco estero dei prodotti agroalimentari nazionali Made in Italy con un valore annuale di ben 3,2 miliardi delle importazioni dall'Italia ed una tendenza progressiva all'aumento. Al contrario dalla Gran Bretagna - prosegue la Coldiretti - arrivano in Italia prodotti agroalimentari per appena 701,9 milioni di euro. Lattiero caseari, ortofrutta e vino e spumanti - spiega la Coldiretti - sono i prodotti alimentari Made in Italy maggiormente richiesti. La bilancia commerciale agroalimentare - conclude la Coldiretti - è dunque fortemente sbilanciata a favore dell'Italia con le esportazioni che superano di 4,6 volte le importazioni".