Ipotesi di "nozze" tra Banca Generali e Finecobank

Le indiscrezioni movimentano i titoli a Piazza Affari. Pochi i broker che scommettono sull'operazione

TRIESTE - Ballerini i titoli di Fineco e Banca Generali stamani in borsa dopo le indiscrezioni su un possibile progetto di aggregazione tra le due società al quale. però, molti analisti non credono.

A fine mattinata Finecobank si posiziona appena sotto la parità(-0,4%), dopo un avvio in calo più evidente, Banca Generali più vivace (+0,3% dopo aver guadagnato anche l'1%) a quota 18 euro.

A movimentare, come detto, questo ipotetico progetto di "matrimonio" tra le due società del settore del risparmio e della consulenza finanziaria.

Finecobank è controllata al 55% circa da Unicredit, che sta valutando in questa fase una serie di eventuali dismissioni in modo da ridurre l'esigenza di un rafforzamento del capitale, mentre Banca Generali è controllata al 51% dalla compagnia assicurativa triestina.

Unicredit e Generali sono le peggiori del Ftse Mib con una flessione superiore al 2% dopo la corsa delle ultime sedute (il titolo della compagnia del Leone ha chiuso a -2,8).

A pesare su Generali il terremoto del 24 agosto.

Il sisma dell'Aquila comportò per la compagnia triestina 100 milioni di perdita successivamente coperti dalla riassicurazione.

Tornando all'operazione Fineco-Generali, i broker sembrano piuttosto freddi.

"Ci sembra improbabile - è il commento di Intermonte - non vediamo grandi opportunità di sinergie di costi e ricavi tra le due società anche alla luce dei diversi modelli di business. Non ci sembra che l'operazione possa risolvere i problemi di capitale di Unicredit".

Stesso giudizio da Equita Sim secondo cui "l'integrazione non sarebbe semplice, soprattutto considerando le differenze in termini di politica di pricing" ed è poco credibile che Unicredit punti per Fineco a "un'operazione complicata e piena di rischi piuttosto che, al limite, la vendita diretta".

"Riteniamo improbabile che UniCredit si privi di molte delle società controllate che assicurano un discreto contributo agli utili e una buona diversificazione geografica e di business, riducendo il profilo di rischio complessivo del gruppo" sottolineano da Icbpi secondo cui una sola dismissione combinata con un aumento di capitale di dimensioni più contenute rispetto alle ipotesi circolate dovrebbe risolvere la pressione sui ratio patrimoniali di Unicredit.

Diversa la valutazione di Banca Akros secondo cui l'asse Fineco-Banca Generali creerebbe un gruppo con grandi chance di creare sinergie sui prodotti, sui costi e sul posizionamento competitivo.