Autovie Venete, aumentano i pedaggi (ma arrivano gli sconti per i pendolari)

L'autostrada A4

Variazioni massime di 30 centesimi a tratta. Prorogati i bonus per i frequentatori abituali

UDINE. L’anno scorso i pedaggi erano rimasti invariati; quest’anno il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha concesso un piccolo margine di aumento per Autovie venete concedendo un incremento dello 0,86 per cento che, a seconda delle tratte, come emerge dalla tabella che pubblichiamo, varia fra i dieci e i trenta centesimi, ma che su alcune addirittura non scatta per il meccanismo di arrotondamento. Si tratta di una variazione superiore alla media nazionale che si ferma allo 0,77 per cento.

La formula utilizzata per il calcolo dei pedaggi, è quella del “price cap” che comprende il recupero dell’inflazione programmata più una serie di variabili legate alla qualità del servizio, alla pavimentazione e al tasso di incidentalità, alle quali si aggiunge quella correlata al livello degli investimenti. La norma prevede che fino a 5 centesimi i prezzi devono essere arrotondati per difetto a zero; oltre i 5 centesimi vanno arrotondati per eccesso a dieci.

Non tutto ciò che Autovie venete incassa, peraltro, resta alla concessionaria. Una parte, pari al 2,5 per cento circa, va ad Anas, l’Iva allo Stato, un’ulteriore quota viene utilizzata a copertura degli investimenti e un’altra, non di poco conto, è destinata alle spese di manutenzione: dalla gestione degli impianti tecnologici agli interventi più vari (riasfaltature, sostituzione di barriere di protezione, azioni di prevenzione del ghiaccio o di ripulitura dalla neve; potatura delle siepi, sfalcio del verde, rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale). Tant’è che la manutenzione è una delle poche voci di bilancio che difficilmente subisce ridimensionamenti.

Per quanto riguarda le agevolazioni relative ai pendolari, attivate nel febbraio 2014 e prorogate l’anno successivo fino al 31 dicembre scorso, è stata prevista una ulteriore proroga. Il protocollo sottoscritto a suo tempo, fra Aiscat (l’organismo di rappresentanza delle società autostradali), alcune concessionarie e il ministero, prevede l’applicazione di una “scala sconti” basata sul numero dei transiti e applicabile per tratte non superiori ai 50 chilometri.

«La misura - sottolinea Autovie venete - rappresenta un buon punto di equilibrio tra le esigenze dei gestori e la necessità di sostenere l’utenza (minori costi, nonché benefici per l’ambiente in seguito alla riduzione dei tempi di percorrenza e decongestionamento della viabilità ordinaria)».