Per Veneto Banca e BpVi il piano resta la fusione

Lo ha detto il presidente dell'istituto di Montebelluna, Massimo Lanza, al termine della riunione del Cda svoltasi a Milano. E sull'ipotesi mail-in, «sarebbe irragionevole». Ma occorre accelerare i tempi del confronto con la Ue

MILANO - «Il piano resta quello che prevede la fusione».

Lo ha detto il presidente di Veneto Banca, Massimo Lanza, a margine del cda svoltosi oggi a Milano.

Al cda ha partecipato anche l'amministratore delegato della Popolare di Vicenza, Fabrizio Viola, che ha poi lasciato i lavori per altri impegni.

«Noi abbiamo fatto un piano - ha aggiunto Lanza - siamo andati a spiegarlo, l'abbiamo discusso, l'abbiamo negoziato, ci hanno fatto la tac. Quindi il piano, che prevede la fusione con la Popolare di Vicenza, è assolutamente confermato».

Il bail-in di Veneto Banca «mi sembra irragionevole e siccome credo nella ragionevolezza delle persone...».

Ancora Lanza interpellato dai giornalisti al termine del consiglio.

Il presidente ha spiegato che nel week end non si sono registrate novità nella partita per il salvataggio della banca e della Popolare di Vicenza: «Però leggo delle cose che mi fanno piacere, ad esempio quale sarebbe il costo di un'opzione che io per scaramanzia non dico (il bail-in, ndr)», ha notato.

Lasciando la sede milanese della banca dopo un cda, durato circa cinque ore e definito «tecnico», Lanza ha sottolineato che l'istituto non è parte in causa nelle trattative con la Ue per ottenere uno «sconto» alla richiesta di un miliardo di capitale privato, posta come condizione dalla Dg Comp per dare via libera alla ricapitalizzazione precauzionale.

«Questa direi che è una questione politica, non stiamo trattando noi - ha chiarito - Noi abbiamo fatto un piano, siamo andati a spiegarlo, l'abbiamo discusso, l'abbiamo negoziato, ci hanno fatto la tac. Questo è stato il nostro ruolo, poi c'è il ruolo politico e non sta a noi, sta al Mef», ha aggiunto.

«I tempi lunghi sono un pò l'unica critica che faccio - ha detto ancora Lanza - Una banca non è una fabbrica, la banca si basa sulla fiducia e se cominciano a girare voci brutte la fiducia è messa in discussione, quindi il fattore tempo è un problema molto molto molto importante».