Stroili Oro trasferisce parte dell'azienda a Milano

La notizia arriva dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil che renbdono noto di aver concluso la trattativa che renderà possibile, ai lavoratori, il trasferirsi nel capoluogo lombardo, il ricollocamento o l'esodo incentivato

UDINE - «Dopo una trattativa delicata e dall’esito non scontato ilcams cgil, fisascat cisl e uiltucs uil della provincia di Udine unitamente alla maggioranza delle RSA di stabilimento hanno sottoscritto un accordo con la Direzione di Stroili Oro SpA per gestire il trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori di interi uffici della Sede da Amaro a Milano».

«La trattativa - fanno sapere i sindacati - , avviata già dal mese di Aprile e sulla quale come sindacati abbiamo deciso di mantenere riserbo per senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori interessati e per non compromettere il tavolo di trattativa, già delicato di per sé, nasce dalla decisione unilaterale dell’Impresa di trasferire alcune funzioni ed uffici di sede nel capoluogo lombardo. Tale decisione è stata motivata dall’azienda come strategica per conseguire maggiori possibilità di sviluppo con clienti e fornitori, lavorando l’azienda in un settore inevitabilmente legato al mondo del fashion, della moda e del lusso, settori che nella città di Milano identificano attualmente la capitale europea».

«L’accordo, dopo l’approvazione della maggioranza dei lavoratori coinvolti, consegna un ventaglio di alternative nettamente migliorative rispetto a quanto previsto dalla Legge e dal CCNL applicato con una serie di incentivazioni e condizioni di miglior favore per coloro i quali accetteranno il trasferimento, così come prevede una ricollocazione interna per coloro i quali invece non possano accettare la nuova destinazione e un pacchetto di incentivi per l’esodo, per coloro i quali , rifiutando il trasferimento, lasceranno l’azienda».

Per i sindacati rimane «la preoccupazione che questa vertenza possa essere soltanto un primo tempo di una complessiva operazione e progetto di delocalizzazione dell’intera azienda, preoccupazione al momento negata dall’attuale dirigenza, anche in virtù dell’efficienza ed ottimizzazione dell’attuale logistica, gestita nel magazzino di Amaro, unitamente ad altre funzioni di sede che nella località carnica continueranno a restare».