Accordo Barilla-Pasta Zara

Il primario gruppo alimentare italiano ha presentato un'offerta irrevocabile per rilevare il sito produttivo di Muggia. Entro dicembre Pasta Zara presenterà il concordato al tribunale di Treviso

TREVISO - «La nostra soddisfazione è che l'impianto di Muggia andrà in mano ad un gruppo italiano che sarà in grado di sfruttarne tutto il valore».

Sono le prime parole di Furio Bragagnolo, presidente di Pasta Zara, pochi minuti dopo la diffusione delle note ufficiali con cui sia il gruppo alimentare di Riese Pio X, sia Barilla, l'azienda che intende acquisire l'insediamento triestino, mettono nero su bianco le rispettive intenzioni.

La pesante crisi finanziaria in cui era caduta la società, con una esposizione quantificata in oltre 240 milioni, grazie al perfezionamento dell'acquisizione della grande struttura giuliana sta dunque vedendo la fine del tunnel.

La cessione del polo, nel quale è operativo un magazzino automatico estremamente evoluto da 65 mila posti pallet («uno stabilimento Made in Italy moderno, ad alta capacità e produttività, ben posizionato logisticamente per servire mercati europei e oltreoceano» lo definisce Barilla), dovrebbe valere intorno ai 120 milioni di euro e con questo, assieme ad un percorso di «concordato misto», Pasta Zara dovrebbe essere in grado di risolvere le pendenze con i creditori.

Creditori rappresentati in larga misura da istituti di credito, fra cui le ex banche popolari venete che avevano affidato alla società circa 73 milioni ora confluiti nelle passività ereditate dalla Sga.

L'operazione dovrebbe salvaguardare l'intera base occupazionale, «oltre che l'italianità - sottolinea il presidente - del prodotto».

Entro il 7 dicembre il piano di acquisizione dovrà essere presentato al Tribunale fallimentare di Treviso, che aveva accordato la scorsa primavera il concordato «in bianco» al gruppo, e successivamente il progetto sarà sottoposto al voto dei creditori.

Con Barilla, spiega ancora Bragagnolo, è stata raggiunto un accordo di collaborazione grazie al quale la struttura di Muggia continuerà a rifornire almeno per alcuni anni, in volumi via via decrescenti, il prodotto a Zara.

Nel frattempo lo stabilimento di Riese Pio X, che manterrà il proprio marchio, al fine di sostenere la prevista crescita di produzione, passerà ad un regime di ciclo continuo.

Questo aspetto, assieme alla rinuncia ai premi di produzione, è presente in una bozza di intesa con le organizzazioni sindacali, firmata ieri nella sede di Assindustria Venetocentro di Treviso, che sarà sottoposta al voto dei dipendenti nel corso di tre distinte assemblee a Riese, Rovato (Brescia) e Muggia.

Nel piano non è previsto l'ingresso di altri investitori, nonostante nelle scorse settimane fossero giunte offerte di soggetti finanziari (in primis un dossier Pillarstone-Finint) e di player industriali anche stranieri.