Top 500 Treviso: «Veneto poco attrattivo per colpa delle divisioni e i giovani se ne vanno»

Successo dell'evento di Nordest Economia al Teatro Comunale. Lo scenario: un’area metropolitana con Padova e Venezia. L’attacco al governo: «Colpa anche di chi li ha votati con scelte irresponsabili

TREVISO. Le prime cinquecento aziende della Marca sono una locomotiva che corre alla velocità di 32,5 miliardi di ricavi aggregati, ma anche se i numeri sono da “campioni” non altrettanto lo è l’appeal delle aziende agli occhi dei ragazzi.

Una fuga - verso l’estero ma non solo, visto che anche Milano e Bologna attraggono talenti - costata finora 16 miliardi di euro su scala nazionale, un punto di Pil italiano, e che non risparmia il Veneto. Una sfida, secondo Maria Cristina Piovesana di Assindustria Venetocentro, che si può vincere completando la trasformazione in area metropolitana, e facendo di Treviso-Padova-Venezia un’unica metropoli, non solo nel sistema associativo ma anche nelle infrastrutture, nella scuola e nella formazione.

Fuga di talenti

La settima edizione di Top 500, che ha riempito ieri sera il Teatro Comunale di Treviso, ha visto più volte il discorso spostarsi su parole come “competenze” e “rewarding”. Tradotto: cosa fare (non solo in tema di salario) per attrarre nelle aziende locali giovani preparati di cui ci sarà sempre più bisogno.

«Gli imprenditori adottino i laureati» ha suggerito Erika Andreetta di PwC ,dopo aver presentato i numeri sulla fuga di cervelli in Italia e in Veneto. Li adottino fin dall’università anche per evitare che, come succede oggi, «solo il 35 per cento di loro abbia una professione coerente con il piano di studi seguito».

L’interesse è tutto delle aziende, se - come ha dimostrato la relazione di Giancarlo Corò, professore associato di Economia a Ca’ Foscari, «la rivoluzione tecnologica in atto porterà le aziende a dover assumere una quantità considerevole di nuovo personale a partire dai prossimi anni».

A Milano e Bologna, in fondo, succede già: se nell’ultimo triennio il Veneto ha perso l’8% dei laureati tra i 25 e i 39 anni, l’Emilia ne ha guadagnati il 3 per cento e la Lombardia il 10. Un assist che Maria Cristina Piovesana, chiamata a rappresentare sul palco tutti gli imprenditori di Treviso e Padova, ha raccolto ricordando di aver già affrontato il discorso nel giugno 2018, il giorno stesso della nascita di Assindustria Venetocentro.

«Il nostro è un problema di campanili e divisioni, dovremmo lavorare per concretizzare la visione di un’unica area metropolitana tra Padova, Treviso e Venezia. Un contesto uniformato per quanto riguarda infrastrutture ed economia di scala che attragga sia chi ci vive che chi ci lavora. Uniti, avremmo un territorio attrattivo quanto Milano e Bologna».

Governo bocciato

Gli applausi più fragorosi del Comunale sono scattati però all’invettiva contro il governo. Una bocciatura della quale, però, Piovesana ritiene tutti corresponsabili: «Ognuno di noi ha una certa responsabilità nelle scelte. Gli italiani hanno mostrato una certa immaturità al momento di dover votare, li rimanderei a scuola a ripassare l’educazione civica prima di prendere decisioni così importanti e delicate. Di questo governo non ci piace niente. Ma tutti noi dobbiamo rimetterci in discussione». —