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“Cassa” scoperta e 25 esuberi alla Principe di Trieste, salta l’accordo sindacale

I sindacati rifiutano di firmare l’intesa proposta dall’azienda davanti alla Regione: «L’azienda non ha mezzi per dare gli anticipi, danno economico per i lavoratori»

Giovanni Tomasin
1 minuto di lettura

TRIESTE Annunciati 25 esuberi sugli 86 dipendenti che lavorano allo stabilimento Principe di Trieste. E i sindacati rifiutano di firmare l’accordo proposto dall’azienda, parte del gruppo Kipre-Dukcevich, per avviare la Cigs per 184 dipendenti totali (altri 98 a San Daniele del Friuli) perché comporterà «una forte penalizzazione economica per i lavoratori».

Sono le novità emerse dall’esame congiunto avvenuto negli uffici della Regione ieri. La situazione di crisi economica e finanziaria iniziata nel 2018, salita più volte agli onori delle cronache per le preoccupazioni che comporta per i dipendenti, ha portato l’azienda a richiedere un periodo di Cigs per sopperire alla difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, in un contesto economico non favorevole causato anche dall’aumento del costo della carne.

Spiegano Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil in una nota congiunta emessa in seguito all’incontro: «Per motivi sopra esposti (la crisi, ndr) l’azienda si vede costretta a richiedere un esame congiunto nella sede regionale delle Politiche del lavoro per aprire la Cigs a rotazione per tutti i dipendenti». Stanti le difficoltà finanziarie, però, l’azienda non è in grado di anticipare l’importo di Cigs ai dipendenti.

Una posizione che risulta appunto inaccettabile alle sigle, che spiegano nella note: «Le organizzazioni sindacali prendono atto di quanto riferito ma non possono avvallare la richiesta aziendale di stipulare un accordo senza l’anticipo della Cigs perché questo comporterebbe una forte penalizzazione economica nei confronti dei lavoratori».

I sindacati spiegano infatti che la Cigs dovrà essere presentata al ministero e che i tempi di erogazione, dopo l’avvallo, potrebbero arrivare anche a cinque mesi a partire dalla data di avvio della cassa, ovvero domani (per una durata di dodici mesi). Scrivono ancora le sigle: «Durante questa attesa, per le ore di Cigs, i lavoratori non percepiranno reddito, non beneficiando dell’anticipo aziendale».

Le organizzazioni sindacali hanno pertanto ritenuto che non ci fossero i «presupposti per raggiungere un accordo condiviso», anche a fronte della dichiarazione di 25 esuberi per lo stabilimento di Trieste nel reparto würstel e in quelli funzionalmente collegati alla loro produzione.

Lo stabilimento triestino è quello su cui si concentrano le maggiori criticità, come emerso più volte durante gli incontri che hanno accompagnato la crisi.

La ditta è in attesa di definire un accordo con dei potenziali investitori interessati al mantenimento del gruppo e delle sue realtà aziendali, definizione attraverso manifestazioni d’interesse vincolanti che dovranno essere presentate nel più breve termine possibile per ridurre l’impatto negativo procurato dalla situazione attuale. A metà dicembre, secondo quanto emerso nelle settimane scorse, dovrebbe esser reso noto il nome del futuro proprietario: in lizza ci sono due fondi finanziari i cui nomi non sono ancora noti. —


 

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