Zanetti: «Troppe aspettative pochi soldi e molto ritardo»

L'accusa: finora il Governo ha promesso ma non mantenuto, «Un prestito ponte per superare Covid-19 è necessario ma non sufficiente»

PADOVA. Enrico Zanetti, commercialista veneziano, già viceministro dell’Economia durante il Governo Renzi, spiega una serie di aspetti del Dl Liquidità. 

Zanetti, quante sono le risorse messe a disposizione delle aziende come garanzie per finanziare la carenza di liquidità dovuta al lockdown?

Ora come ora molto poche, se raffrontate ai tweet del Premier Conte che parlavano di 400 miliardi messi in campo con il Decreto Liquidità, più altri 350 miliardi del Decreto Cura Italia, per una “potenza di fuoco” da 750 miliardi. Su SACE il Governo per ora ha messo 1 miliardo e, anche con una leva finanziaria di 20, 20 sono i miliardi di garanzie che possono derivarne, non 400. Sul Fondo centrale di garanzia per le PMI, il Governo ha messo risorse aggiuntive per 1,73 miliardi, ma, con la leva finanziaria di 3 che è stata deliberata dal Fondo per i prestiti fino a 25.000 euro, questo stanziamento equivale a garanzie per poco più di 5 miliardi. Ci sono poi i 500 milioni messi dal Governo per controgarantire Cassa Depositi e Prestiti, da cui dovrebbero derivare finanziamenti per 10 miliardi alla grande impresa. Nel complesso, possiamo dire che, ora come ora, il Governo ha messo poco più di 3 miliardi da cui potrebbero originarsi finanziamenti bancari alle imprese con garanzie pubbliche per 35-40 miliardi. Per farne 400, bisogna metterne 30, non basta fare conferenze stampa con i numeri del lotto. Vedremo il prossimo decreto.

Per le piccole imprese quali sono gli strumenti previsti?

Il Fondo centrale di garanzia per le PMI. Fino a 25.000 euro può arrivare a garantire il 100% del finanziamento. Sopra quella soglia può comunque garantire il 90% fino a 5 milioni di euro, fermo restando il limite del 25% del fatturato. Il problema è che, con la dotazione attuale, il Fondo può a mala pena garantire i microprestiti fino a 25.000 euro per meno del 10% della platea di potenziali richiedenti, tra partite IVA individuali e microimprese. Il Governo deve scegliere:mettere più soldi veri, oppure deve alimentare meno aspettative finte.

E sono attivabili anche per quelle situazioni, come le imprese artigiane per esempio, dove il merito creditizio sostanzialmente non c’è?

Sì, ma attenzione: io merito creditizio c’è sempre. Potrà non applicarlo il Fondo nel rilasciare la garanzia sul finanziamento, perché così dice la legge, ma dovrà comunque applicarlo la banca che quel finanziamento lo eroga, perché la legge non libera la banca da eventuali responsabilità verso altri creditori del soggetti cui eroga il finanziamento. Il fatto che ci sia la garanzia al 100% non esenta infatti la banca da responsabilità se eroga finanziamenti a soggetti privi di una ragionevole capacità di restituirli a scadenza. Questa è una cosa che pochi hanno capito e sta alimentando false aspettative di finanziamenti facili anche per chi non offre adeguate garanzie di capacità di restituzione.

Sace quando entrerebbe in campo secondo il dl Liquidità?

SACE ha già predisposto un disciplinare che mette in fila i vari aspetti della procedura per la richiesta delle garanzie da parte della banca che valuta l’erogazione del finanziamento. In ogni caso SACE è un canale che riguarderà in parte prevalente le imprese che, singolarmente o in gruppo, stanno sopra i 50 milioni di fatturato o i 499 dipendenti.

Secondo lei sono misure che saranno in grado di sostenere le attività economiche che stanno subendo cali di fatturato?

Un prestito-ponte per affrontare la traversata nel deserto del COVID-19 è senza dubbio misura necessaria, seppure non sufficiente. Siamo però in gravissimo ritardo, tanto più perché le risorse vere ancora non sono state stanziate e si parla del prossimo decreto.

Non c’è il rischio di trovarsi a fine emergenza con imprese in forte squilibrio finanziario e a rischio default?

Non è un rischio, è una certezza. Per fortuna ci sono molte ottime imprese che hanno tutte le carte in regola per superare questo periodo. Molte, ma non moltissime.