Appello delle Confindustrie del Veneto a Conte: "Fateci riaprire la settimana prossima"

Nella nota gli industriali ricordano che lo scenario migliore tra quelli ipotizzati - uscita dalla fase acuta dell'emergenza sanitaria e il 90% delle aziende che riprendono l'attività entro maggio - porterà a una perdita di 4 miliardi di Pil per ogni settimana di chiusura in Veneto nel primo semestre

PADOVA. «Chiediamo al premier Conte che tutte le imprese capaci di garantire le imprescindibili, ripetiamo, imprescindibili precondizioni di sicurezza, siano messe in condizione di riaprire già dalla prossima settimana. A cominciare da filiere essenziali come meccanica, moda, legno-arredo e dai distretti strategici del Made in Italy».

È l'appello lanciato oggi da Maria Cristina Piovesana, Lorraine Berton e Vincenzo Marinese, presidenti di Assindustria Venetocentro Padova-Treviso, Confindustria Belluno-Dolomiti e Confindustria Venezia-Rovigo.

Nella nota gli industriali ricordano che lo scenario migliore tra quelli ipotizzati - uscita dalla fase acuta dell'emergenza sanitaria e il 90% delle aziende che riprendono l'attività entro maggio - porterà a una perdita di 4 miliardi di Pil per ogni settimana di chiusura in Veneto nel primo semestre, quasi 2,5 miliardi per ogni settimana di chiusura nei territori delle cinque province, a trazione manifatturiera ed export oriented.

Per Piovesana, Berton e Marinese la crisi mette a rischio la tenuta di 14 distretti: «La strada - si legge - è agire subito, senza tentennamenti, superando gli anacronismi dei codici Ateco, per difendere lavoratori, imprese, famiglie». In caso contrario «rischiamo danni permanenti e irreversibili, a cominciare dalla perdita di un pezzo rilevante della nostra industria, di lavoro e competenze, che non arriverà a vedere la fine del lockdown».