Alessandro Benetton: «Bene il rinvio di Cortina 2021, i rischi erano troppi»

Il presidente della Fondazione: un anno in più ci rasserena, noi in realtà saremmo stati pronti ma è giusto considerare anche i rischi imprenditoriali connessi

Cortina era ed è pronta ad organizzare i Mondiali nel febbraio 2021. Alessandro Benetton, presidente della Fondazione Cortina 2021 spiega perché si è deciso di chiedere alla Fis di posticipare l’evento a marzo 2022.

«Cortina era pronta e lo sarebbe ancora per organizzare un grandissimo evento», dichiara, «ma la proposta nasce in un momento di discontinuità che non avevamo mai vissuto. Ho parlato con Malagò e Zaia di questa che prima era solo un’ipotesi e ho trovato terreno fertile. Ho proposto un ragionamento imprenditoriale. Noi avevamo delle priorità fra i nostri obiettivi.

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«Abbiano completato la parte legata alle infrastrutture sportive con la nuova cabinovia del Col Drusciè, i lavori a Rumerlo e sulle piste. Avevamo raggiunto un equilibrio economico che già prima dell’annullamento delle finali di Coppa era perfettamente centrato. Ma tra i nostri obiettivi, quello a cui più tenevo, c’era quello che chiamo l’effetto palla di neve. L’aver creato un entusiasmo attorno ai Mondiali che ha coinvolto tutti: imprenditori, politici, sponsor. Eravamo allineati tutti con la volontà di investire per lasciare alle future generazioni una grande eredità in termini materiali e immateriali. L’ottimismo, l’entusiasmo, la progettualità con questa pandemia sono venute meno in molti».

All’orizzonte c’era poi l’ipotesi che i Mondiali potessero venire annullati: sarebbe stata una perdita economica ingente?

«Sì, sarebbe stato un rischio finanziario drammatico. Per come funzionano i contratti tutte le spese sostenute non ti vengono rimborsate se non c’è l’evento. Credo sia logico chiedere lo slittamento per continuare a massimizzare gli indotti per tutti. Per lavorare con serenità e garantire il successo e la sicurezza della rassegna».

La vicinanza tra le Olimpiadi invernali di Pechino e i Mondiali, nel 2022, potrebbe creare un ostacolo nella scelta della Fis?

«Io ritengo che Olimpiadi invernali e Mondiali di sci vadano visti come una prima ed una seconda tappa di un grande evento che vede al centro lo sport e non come manifestazioni di serie A e serie B. Per un atleta vincere una medaglia ai Mondiali ha un grandissimo valore come ovviamente lo ha vincerla alle Olimpiadi. La vicinanza tra i due eventi per lo sport potrebbe essere un valore aggiunto. Sulla scia dei Giochi olimpici, che richiamano un grandissimo pubblico, si continuerà a gareggiare. Chi seguirà le sfide olimpiche avrà voglia di continuare a tifare ai Mondiali. Se i pronostici dei Giochi non saranno rispettati, come spesso avviene, i Mondiali saranno l’occasione di riscatto per molti. Al centro resterà sempre lo sport».

Come investirete l’anno in più se la Fis dirà sì al rinvio?

«Continueremo a lavorare e ad investire negli eventi collaterali. A livello infrastrutturale, per quanto ci compete, per i Mondiali saremmo pronti già per il 2021. Fra due anni potremmo avere anche la cabinovia dal centro a Scopres e anche un incremento delle strutture ricettive ampliate o ristrutturate».

Una storia travagliata quella dei Mondiali, con cinque candidature e la pandemia di Coronavirus. Come vorrebbe fosse il finale?

«Vorrei che parlasse di un evento di grandissimo successo. I Mondiali di Cortina vorrei che passassero alla storia come quelli della ripartenza, come una strepitosa festa di rinascita. Nel 2022 saremo ancora più vicini a Milano Cortina 2026 e potremmo essere ancora più utili alla macchina organizzativa dei Giochi». –

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