La crisi post covid rischia di favorire infiltrazioni mafiose nelle imprese

Gli ultimi dati raccolti dall'osservatorio Aml Lab, in collaborazione con la Guardia di Finanza, mostrano nel primo semestre 2019 in Veneto soggetti tra i reati sintomatici di criminalità organizzata: 696 per riciclaggio, 363 per estorsione, 120 per omicidio doloso

VENEZIA. La crisi post-Coronavirus rischia di favorire la diffusione di infiltrazioni mafiose nel tessuto economico, le stime parlano di un aumento della presenza del 20-30% in particolare nelle piccole e medie imprese. A lanciare l'allarme è l'Associazione Italiana di ricerca sul rischio riciclaggio (Aml Lab) in occasione del webinar «Covid-19 e contrasto alle attività illecite, tra decretazione d'urgenza e rinvio della crisi d'impresa».

Gli ultimi dati raccolti dall'osservatorio Aml Lab, in collaborazione con la Guardia di Finanza, mostrano un quadro preoccupante già in era pre-Coronavirus. Nel primo semestre 2019 in Veneto i soggetti segnalati per reati sintomatici di criminalità organizzata sono così ripartiti: 696 per riciclaggio, 363 per estorsione, 120 per omicidio doloso, 51 per danneggiamento seguito da incendio, 39 per autoriciclaggio, 34 per impiego di danaro beni o utilità di provenienza illecita, 27 per usura e 7 per trasferimento fraudolento di valori.