Bankitalia, sul Veneto l'effetto del coronavirus sarà più intenso

Le ripercussioni sull’attività economica, dice Bankitalia, sono state repentine e consistenti: in Veneto, il blocco delle attività ha riguardato l’equivalente del 34% del valore aggiunto, un valore superiore alla media nazionale (28%)

VENEZIA. Il Coronavirus rischia di fare più male al Veneto che ad altre regioni. Questa l'estrema sintesi del rapporto presentato da Bankitalia sull'economia regionale. La crisi ha colpito l’economia del Veneto in una fase di pronunciato rallentamento ciclico, si legge nella sintesi del rapporto.Ven-ICE, l’indicatore elaborato dalla Banca d’Italia per misurare la crescita di fondo dell’economia veneta, indica che già nella seconda parte del 2019 la fase espansiva si era fortemente indebolita.

Nel primo trimestre del 2020 l’indicatore ha bruscamente assunto valori negativi, per la prima volta dall’estate 2013. Le informazioni disponibili suggeriscono che nel 2020 la contrazione del PIL in regione possa essere più intensa di quella nazionale che, secondo uno scenario base, potrebbe ridursi del 9,2%.

Ma uno degli elementi che fa presagire effetti più intensi nei confronti dell'economia veneta riguarda l'impatto del lockdown sulle imprese. Le ripercussioni sull’attività economica, dice Bankitalia, sono state repentine e consistenti: in Veneto, il blocco delle attività ha riguardato l’equivalente del 34% del valore aggiunto, un valore superiore alla media nazionale (28%). Considerando il ricorso al lavoro agile e gli effetti di filiera, il dato scende al 31% (27% in Italia).

Le misure di contenimento della pandemia hanno avuto ripercussioni sia dal lato della domanda sia da quello dell’offerta. Nel primo trimestre del 2020 la produzione industriale si è contratta del 7,6% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Secondo l’indagine straordinaria svolta dalla Banca d’Italia sugli effetti della crisi Covid-19 le imprese industriali intervistate si attendono per il primo semestre del 2020 una riduzione del fatturato di circa il 25% rispetto allo stesso periodo del 2019 (in linea con la media italiana). Nel primo trimestre, che incorpora solo in parte gli effetti della crisi, sono calate le esportazioni (-3,2% in Veneto; -1,9% in Italia).

Secondo le stime di Bankitalia, nel 2020 la domanda dei principali partner commerciali del Veneto si ridurrebbe di oltre il 10%, con un calo più marcato nell’area dell’euro. A differenza di altri shock, quello attuale sta colpendo in misura particolarmente intensa il terziario, soprattutto i trasporti, i servizi di ristorazione, intrattenimento e accoglienza.

Rispetto al consumo di beni – che potrebbe essere stato solo temporaneamente procrastinato – la riduzione della domanda di questi servizi sarà probabilmente più persistente. Uno dei settori più duramente colpiti dalla crisi è quello del turismo, che contribuisce direttamente al PIL regionale per l’8,2% (6,1% in l’Italia), e che ha risentito in particolare del calo dei flussi turistici internazionali che in Veneto rappresentano una quota più rilevante che nel resto del Paese delle presenze turistiche totali.