Geox non paga affitti per 12 milioni

Interno di un negozio Geox

Misura drastica e unilaterale per la crisi del Covid: "Contratti da rinegoziare o chiudiamo i negozi" 

MONTEBELLUNA. Geox non paga più gli affitti dei negozi – ben 12 milioni di euro in meno di tre mesi – ed è pronta a stracciare i contratti di locazione se i proprietari degli immobili non accettano di ridurre i canoni. In Italia e all’estero.

Il Covid si abbatte sui conti della “scarpa che respira” come un uragano (fatturato in calo del 39 per cento nel primo semestre 2020, risultato netto negativo per quasi 82 milioni, indebitamento in crescita di quasi 60 milioni), e costringe l’azienda di Mario Moretti Polegato a misure drastiche per tenere sotto controllo la tensione finanziaria. Un taglio dei costi pesante e su più fronti (affitti, investimenti, personale), che si abbina a un finanziamento – chiesto e ottenuto il 30 luglio – di 90 milioni di euro nella cornice del “salvagente” Garanzia Italia. Affitti congelati Geox ha scelto unilateralmente di non pagare gli affitti dei propri negozi durante il lockdown (aprile e prima metà di maggio) e di auto-ridursi i canoni dopo la riapertura.

Un braccio di ferro vero e proprio con i proprietari degli immobili, in alcuni casi, come ammette la stessa azienda: «Ad oggi i confronti con le proprietà immobiliari procedono in maniera serrata, sono indubbiamente difficili, ma il gruppo ha già concluso alcuni accordi e molti altri sono in fase avanzata – si legge in una nota emessa ieri – convinti che si debba anche arrivare alla risoluzione del contratto nel caso in cui non si possano raggiungere soluzioni che rispecchino gli attuali valori di mercato».

L’obiettivo di Geox – qualche settimana fa anche il gruppo Coin aveva annunciato una linea analoga nella sua drasticità – è «rinegoziare le pattuizioni contrattuali e allinearle al mutato scenario economico, rendendo i canoni variabili con i livelli di fatturato». Gli affitti non pagati nel 2020 ammontano a circa 12 milioni di euro. I numeri I dati della semestrale di bilancio al 30 giugno 2020 evidenziano ricavi a 243, 6 milioni di euro, in calo del 39 per cento. Il costo del venduto è stato pari al 59% dei ricavi rispetto al 49,1% del primo semestre 2019, determinando un margine lordo del 41% (50,9% nel primo semestre 2019). Il peggioramento «risente in particolare di una svalutazione straordinaria, pari a 15,1 milioni di euro, effettuata sul magazzino e legata alla collezione primavera/estate 2020 a seguito dell’eccesso di stock determinatosi con la chiusura dei negozi durante il lockdown».

L’insieme delle azioni di razionalizzazione e un andamento delle vendite del canale diretto migliore delle attese, hanno permesso «di mantenere sotto controllo la posizione finanziaria netta che a fine giugno, nonostante l’eccezionalità delle situazione, si è attestata a -88, 8 milioni di euro (-30, 8 milioni al 30 giugno 2019)». A parte gli affitti congelati, Geox «non ha ritardato i suoi impegni di pagamento verso la sua filiera né ha fatto ricorso ad alcuna sospensione di rimborsi di rate di finanziamenti». Tagli sul personale I tagli sono drastici e trasversali: investimenti sui negozi ridotti di 15 milioni sui 40 previsti (-40%), riduzione di acquisti per la stagione autunno/inverno pari a 40 milioni di euro (-21%), tagli sulla pubblicità. Anche il personale è al centro di un piano di riduzione della spesa: oltre alla cassa integrazione, l’azienda sta valutando gli strumenti «per rendere il costo del personale flessibile in relazione agli orari d’apertura e al fatturato dei negozi». —