Studio Confimprese-Ey, consumi in lieve ripresa: soffrono le città d’arte

Ad agosto i consumi a livello nazionale sono risultati in calo dell’11,9% rispetto a dodici mesi prima contro il -28% registrato in luglio. Mentre in regione la contrazione è stata nell’ordine dell’11,3%. Un trend positivo, ma che va letto alla luce dello spostamento dei saldi, partiti quest’anno ad agosto

PADOVA. Resta critica la situazione dei consumi, pur recuperando qualcosa rispetto alle settimane del lockdown, con il Veneto che soffre soprattutto nelle province a elevata vocazione turistica. È il dato principale che emerge dall’ultimo Osservatorio Confimprese-EY relativo ai settori ristorazione, abbigliamento e non food.

I dati

Ad agosto i consumi a livello nazionale sono risultati in calo dell’11,9% rispetto a dodici mesi prima contro il -28% registrato in luglio. Mentre in regione la contrazione è stata nell’ordine dell’11,3%. Un trend positivo, ma che va letto alla luce dello spostamento dei saldi, partiti quest’anno ad agosto anziché a luglio come invece accadeva di solito. Di conseguenza occorrerà attendere quanto meno l’aggiornamento di settembre per avere un quadro più preciso in merito al processo di normalizzazione rispetto al pre-crisi.

Un anno in rosso

Di certo c’è che dopo il -38% messo a segno a livello nazionale nei primi otto mesi del 2020 e il -39,1% del Veneto, l’anno in corso chiuderà in negativo. I trend per aree geografiche mostrano valori simili, a eccezione del Sud. Il Centro si attesta a -14,3%, seguito da Nord-est con -13,7%, il Nord-Ovest chiude a -11,2%, mentre il Mezzogiorno registra un -9,2%. Per quel che concerne il Veneto, a soffrire sono soprattutto le province ad alta vocazione turistiche, fortemente penalizzate dal calo di arrivi dovuto ai timori di contagi.

La geografia dei cali

Ad agosto Padova vede crollare i consumi del 19,3% rispetto a dodici mesi prima, Venezia cala del 16,6%, contro il -8,7% di Treviso, il -7,2% di Verona e un dato sostanzialmente stabile (-0,3%) per Vicenza. A livello di settori lo studio segnala un netto recupero nell’abbigliamento e accessori a livello nazionale, con -7% rispetto ad agosto 2019 rispetto al -30% di giugno e luglio.

La ristorazione

Sempre male, invece, la ristorazione che chiude con un -21,3%. Infine il non food, che include entertainment, ottica, arredo casa e oggettistica, contiene la flessione al 13,3%. Fattori di incertezza Lo studio è un consuntivo dei consumi e non contiene una sezione di prospettiva.

Pare però difficile immaginare una svolta a breve, soprattutto per i tanti fattori di incertezza che ancora caratterizzano il quadro macro. Del resto, proprio la Bce ha appena lanciato un allarme consumi, ricordando che la pandemia ha causato una forte impennata del risparmio delle famiglie nell’area euro. La ricerca rileva come “la propensione al risparmio ha toccato livelli senza precedenti” in risposta all’emergenza pandemica. Insomma, anche chi ha ancora del denaro in tasca, preferisce non spenderlo in vista di tempi difficili. —

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