Esselunga presenta il bilancio di sostenibilità: obiettivi sino al 2025

Dall'impatto ambientale delle confezioni dei prodotti alla verifiche contro l'uso del caporalato dai produttori agricoli, i piani del gruppo della grande distribuzione da 8 miliardi di euro di fatturato e 25 mila dipendenti

Dall'impatto ambientale delle confezioni dei prodotti alla verifiche contro l'uso del caporalato dai produttori agricoli. Esselunga guarda ancora una volta avanti e nel Bilancio di Sostenibilità 2019 si dà nuovi obiettivi al 2025.

Il gruppo della grande distribuzione da 8 miliardi di euro di fatturato, 25.000 dipendenti e 5,5 milioni di clienti fidelizzati, in quello che la presidente Marina Caprotti definisce 'Unprecedented times' a causa del covid, declina la propria strategia non economico-finanziaria sotto cinque angolazioni: clienti, persone, l'ambiente, fornitori e comunità.

«Abbiamo a cuore il futuro» è lo slogan non pubblicitario col quale il gruppo fissa i traguardi a cinque anni. Sul fronte ambientale spiccano quelli di realizzare il 100% delle confezioni di prodotti Esselunga in materiale riciclato, riciclabile o compostabile e il taglio delle emissioni di gas serra del 30%. Su quello dei fornitori c'è l' impegno per una filiera responsabile del made in Italy, per arrivare a oltre l'80% dei prodotti a marchio

Esselunga fatti in Italia, per il benessere animale e per la pesca sostenibile.

«Il bilancio di sostenibilità è stato fortemente voluto da Marina Caprotti che ci ha spinto e sostenuto nell'elaborazione d questo documento», ha premesso Gabriele Villa, Chief Commercial and Operations Officer dell'azienda fondata da Bernardo Caprotti, in un incontro con la stampa.

«La sostenibilità ce l'avevamo nel sangue se pensiamo che già nel 1994-1995 lanciavamo i primi prodotti per chi ama la natura anche se non abbiamo avuto molto successo in quei tempi. Poi nel 1990 è arrivata la linea
Esselunga Bio: da oltre 20 anni lavoriamo con produttori che abbiamo fatto crescere e coi quali siamo arrivati a 400 prodotti», ha aggiunto Villa sottolineando peraltro che anche oggi «non sempre tutte le attività che vanno nel senso della sostenibilità sono capite dai consumatori».

E come esempio ha portato la cauta accoglienza da parte dei clienti dello stop deciso un anno e mezzo fa, giocando d'anticipo, alla vendita di prodotti monouso in plastica. «La sostenibilità ha un prezzo ma pensiamo che col tempo venga capita. Per questo ci siamo dati obiettivi sfidanti al 2025». Uno fra tanti, nato dalla collaborazione lunga 22 anni con Altromercato è di arrivare al 100% del cacao per i prodotti a marcio certificato equo-solidale e di estendere la certificazione ad altre filiere.