L'Uzbekistan: un hub manifatturiero da potenziali 200 milioni di consumatori

Una porta per le imprese del Nordest anche verso Kazakistan e Russia. L’interscambio Italia e il dell'Asia Centrale è ancora inferiore al mezzo miliardo di euro, e l’obiettivo è di raddoppiarlo in pochi anni

PADOVA. “Le imprese del Nordest che esportano e lavorano in Uzbekistan sono numerose e molto attive”. Lo afferma Luigi Iperti, a lungo a capo del gruppo Techint in Asia centrale e presidente della Camera di Commercio Italia- Uzbekistan.

Il prossimo 14 ottobre parteciperà con l’ambasciatore uzbeko in Italia a un incontro con imprenditori e manager veneti e friulani in Confindustria Vicenza. Oggetto: opportunità in Asia centrale. Iperti sottolinea come l’ Uzbekistan punti a diventare un hub manifatturiero, in cui le aziende italiane possono avere anche una base produttiva per servire un mercato di 200 milioni di consumatori che comprende anche i vicini Kazakistan e Russia.

L’interscambio Italia- Uzbekistan è ancora inferiore al mezzo miliardo di euro, e l’obiettivo è di raddoppiarlo in pochi anni. Tra le aziende del Nordest protagoniste da anni in Uzbekistan ci sono la vicentina Pietro Fiorentini spa e la friulana Danieli spa. La prima ha recentemente acquisito una fornitura di componenti per innovativi contattori gas, con un piano di consegne per vari anni.

La seconda ha importanti contratti per impianti siderurgici: acciaierie e laminatoi a caldo e a freddo. Nota a tal proposito Antonello Colussi, presidente di Danieli Russia: “L’ Uzbekistan, il Kazakistan e gli altri paesi ex URSS hanno una cultura industriale formata negli istituti metallurgici e nelle università russe. Adesso sono un’importante opportunità per i macchinari industriali italiani. Anche per la formazione dei dirigenti.”Esportano in Uzbekistan anche decine di imprese medio-piccole in vari settori: concia e meccano-pelle, meccano-tessile, impianti per cantine vinicole e caseifici, macchine agricole, ingegneria per idroelettrico e gas, farmaceutica, piante ornamentali e per ortofrutta, moda, oreficeria e arredamento. Osserva Iperti: “Riceviamo richieste di imprenditori uzbeki per aprire negozi in franchising di prodotti dello stile italiano”.

L’ Uzbekistan con i suoi 33 milioni di abitanti è il più popoloso dei paesi ex URSS dell’Asia centrale. Gli altri sono Kazakistan, Turkmenistan, Tagikistan e Kirghizistan. L’economia uzbeka ha registrato nell’ultimo decennio aumenti annuali medi del PIL superiori al 5%. I settori più dinamici sono gas e petrolchimico; minerario (oro in primis, che nel primo semestre del 2020 ha pesato per il 40% delle esportazioni uzbeke; e poi rame, uranio, argento); coltivazione del cotone e relativa industria tessile; agroindustria (crescente diffusione dell’ortofrutta); automobilistico (prodotti 250.000 veicoli l’anno); centrali elettriche; costruzioni e infrastrutture, specialmente quelle legate al turismo.

L’ Uzbekistan ha 5 siti Unesco, tra cui le città storiche di Bukhara, Khiva e Samarcanda. Nel 2019 è stato visitato da 6,7 milioni di turisti, e punta ad attrarne 9 milioni nel 2025. “Crescita demografica, con un milione di giovani in più ogni tre anni”, commenta Iperti.

“Il sistema educativo è di qualità, con investimenti in ricerca, innovazione e digitalizzazione; i costi di materie prime, energia e mano d’opera molto competitivi; gli investimenti esteri in aumento”. Come sottolinea l’ambasciatore Otabek Akbarov, è in atto una politica di crescente apertura del paese all’interscambio con l’Unione Europea oltre ai partner storici CIS (ex URSS), Cina e India.Gli investimenti in oil & gas sono un’opportunità per società di ingegneria e fornitori di componenti. Inoltre l’ Uzbekistan vuole sviluppare un suo sistema moda.

“C’è molto spazio per la vendita di macchine meccano-tessili e per investimenti diretti, ma anche per l’importazione dei prodotti uzbeki”, suggerisce Iperti. Che sottolinea anche l’esigenza di tecnologie agroalimentari per modernizzare l’agricoltura, con programmi finanziati per creare centri agricoli integrati (coltivazione, conservazione, commercializzazione) e acquistare impianti alimentari (vino, latte, succhi, marmellate, ecc.) e per l’allevamento. Richiesti anche i macchinari per lavorazione di argento e oro, grande ricchezza del paese. “Il governo cerca anche in Italia aziende disposte a stabilirsi in Uzbekistan, per sviluppare competenze artigianali in questo settore”.