Distretti industriali in crisi, export crollato del 32,1%

Dopo dieci anni di crescita nel 2020 si registra una riduzione pari a 12,5 miliardi. Le realtà del Friuli Venezia Giulia hanno perso 223 milioni nel primo semestre

TRIESTE La pandemia colpisce pure l’evoluzione dei distretti industriali sui mercati esteri, interrompendo una crescita che durava da un decennio e che aveva visto le esportazioni del comparto toccare nel 2019 la cifra record di 125,5 miliardi di euro, 47 in più rispetto al minimo toccato nella crisi del 2009. Dopo il -6,8% gennaio-marzo 2020, la fotografia del secondo trimestre, contenuta in un report di Intesa Sanpaolo su dati Istat, evidenzia un arretramento del 32,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e del 19,8% sul semestre, con una riduzione in valori assoluti di 12,5 miliardi (da 62,9 a 50,4). In un contesto di calo generalizzato, che ha colpito più severamente regioni ad alta intensità distrettuale come Piemonte, Lombardia e Veneto, il Friuli Venezia Giulia ha numeri in linea con quelli nazionali. 

Sul fronte dei distretti industriali, il Fvg ha perso 223 milioni nel primo semestre, dai 1.109 milioni della prima metà del 2019 agli 885 di quest’anno (-20,1%, che diventa -32% nel solo secondo trimestre). Sono dati che non devono sorprendere, commenta Intesa Sanpaolo, visto che proprio a marzo e aprile diverse attività distrettuali sono state sospese per decreto e molti mercati di sbocco erano sottoposti a forme di lockdown più o meno stringenti. Per ritrovare un quadro simile, bisogna tornare al primo semestre del 2012 se si considerano i dati semestrali o addirittura al secondo trimestre del 2010 se si osservano i mesi primaverili. Il dettaglio sul Fvg riguarda il primo trimestre. 

Da gennaio a marzo il calo dei distretti monitorati è del 7,5%, superiore dunque a quello nazionale. Sul risultato influiscono i distretti appartenenti al Sistema casa (l’81,7% del totale considerato in termini di export) che hanno subito una drastica battuta d’arresto soprattutto nel Legno e Arredo di Pordenone (-24,4 milioni) e nelle Sedie e Tavoli di Manzano (-15 milioni), e un calo rilevante negli Elettrodomestici sempre di Pordenone (-7,6 milioni), mentre confermano il buon posizionamento sui mercati esteri i distretti dell’Agro-alimentare: il Caffè di Trieste (+13,1%) grazie alle vendite in Francia e i Vini distillati del Friuli (+10,7%) grazie alla spinta della Germania. Per il caffè, tuttavia, sono emerse preoccupazioni per i raccolti di arabica in Colombia, Brasile e Perù, pesantemente toccati dall’emergenza sanitaria con conseguente riduzione di manodopera. Quanto al Prosciutto di San Daniele, il valore delle esportazioni è al -20,7% nel primo trimestre 2020, con investimenti però sul mercato interno per una nuova modalità di distribuzione dell’affettato in vaschetta che non solo consente di prolungare la vita del prodotto sullo scaffale, ma è risultato particolarmente vantaggioso nella emergenza Covid-19. 

Secondo le prime rilevazioni durante la prima parte del lockdown in Italia, il consumo di salumi affettati è tra l’altro aumentato del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Complessivamente, i principali mercati dei distretti del Fvg hanno segnato al contrario i cali più rilevanti, a cominciare dal Regno Unito (-16,1%), dalla Germania (-8,2%), dal Belgio (-2,9%) e pure gli Stati Uniti (-2,3%) e la Francia (-1,9%) segnano il passo. —