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Il Prosecco Rosé è già arrivato nei bar, da lunedì 19 nei supermercati

Il presidente Zanette (Consorzio Doc): «La nostra grande scommessa contro la crisi». Certificati i primi tre milioni di bottiglie. Dal 15 novembre via libera anche ai mercati esteri

FRANCESCO DAL MAS
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Viktoria mostra il Rosé “Velère”, al punto vendita Astoria di Susegana 

PADOVA. Prime bottiglie di Prosecco Rosè stappate sabato 17 nei primi bar che l’hanno ricevuto dalle case produttrici. Da lunedì 19, al più tardi da martedì sarà anche sugli scaffali della grande distribuzione. Dai 7 ai 9 euro il prezzo a bottiglia, mentre nei ristoranti le bollicine rosate saliranno a 20 euro, anche a 25.

«È un grande atto di fiducia, di serenità, in un momento gravido di incognite come questo» commenta il presidente del Consorzio Doc, Stefano Zanette. A venerdì sera erano 10 le aziende certificate dagli ispettori di Valoritalia al Cerletti di Conegliano. 10 cantine sulle 80 che hanno richiesto di essere sottoposte a verifica, sperando nell’agognata fascetta da appendere al collo della bottiglia per provare che si tratta appunto di prosecco rosato. «In sostanza il riconoscimento c’è stato per i primi 23 mila ettolitri di vino – precisa il direttore del Consorzio Prosecco Doc, Luca Giavi-, ovvero per 3 milioni di bottiglie».

Valoritalia tornerà al lavoro già da domani. Sono infatti da certificare volumi per 12 milioni di bottiglie. Ne erano previsti 20 milioni, entro l’anno. Ma, come spiega Giavi, alcune aziende hanno preferito aspettare il Rosé dato dalla vendemmia 2020, con l’immissione in autoclave dal 1° novembre e la commercializzazione dal 1° gennaio 2021. Altre aziende attendono l’autorizzazione ad esportare sui mercati esteri, che arriverà il 15 novembre.

«A regime il Prosecco Rosé – spiega Giavi – rappresenterà il 10 per cento della produzione, il che significherà circa 50 milioni di bottiglie circa». Quando arriverà il momento magico? Molto probabilmente nel 2022.

«Per fortuna – aggiunge il direttore – siamo in presenza di un mercato che ha ripreso a tirare, per cui sta recuperando al meglio anche il nostro vino base».

Grande festa ieri in casa Astoria per “Velère” il Prosecco Rosé Doc della Casa di Susegana. Per diversi mesi gli enologi Astoria hanno sperimentato per trovare il Pinot nero più adatto e cercare la giusta combinazione tra i due vitigni, anche dal punto di vista della componente zuccherina.

«Alla fine la scelta è caduta su un Rosé extra dry, che garantisce il migliore equilibrio tra i profumi freschi della Glera e la struttura portata dal Pinot nero. L’obiettivo era creare uno spumante rosato piacevole e leggero; sono le caratteristiche che contraddistinguono il Prosecco, non vogliamo snaturarle», spiegano Paolo e Giorgio Polegato, titolari di Astoria.

«Il nuovo “Velère” richiama un termine – spiegano - che indicava donne che con un lavoro certosino cucivano le vele per le navi. Abbiamo voluto scegliere un nome femminile perché il rosato si rivolge certamente a un pubblico femminile, ma in realtà ha una platea di estimatori ben più ampia e in rapida crescita». —

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