L'economia veneta ai tempi del Covid: tutte le ricette dell'Alfabeto del Futuro

L’economia del cambiamento, con nuove sfide da affrontare a fronte di un contesto radicalmente cambiato e che la recrudescenza della pandemia rischia di stravolgere ulteriormente. Eccovi il video-riassunto dell'evento

PADOVA. L’economia del cambiamento, con nuove sfide da affrontare a fronte di un contesto radicalmente cambiato e che la recrudescenza della pandemia rischia di stravolgere ulteriormente. Dalla digitalizzazione di imprese e pubblica amministrazione ai nuovi modelli organizzativi, anche per quanto riguarda il lavoro, passando dai mercati emergenti e dalle modalità con cui presidiarli fino al ruolo di credito e cultura.

Nuove sfide da leggere attraverso nuove parole chiave in un contesto competititvo che si è fatto ancor più complicato. Perché i punti cardinali per orientarsi nel grande mare dell’innovazione, complice anche il Coronavirus, sono cambiati sotto i nostri occhi.

Parte da qui l’iniziativa del gruppo editoriale Gedi News Network (Gnn) “L’alfabeto del futuro”, un percorso iniziato nel novembre dello scorso anno e che ha fatto tappa a Padova con un evento organizzato in due momenti, entrambi digitali: una serie di interviste e colloqui pre-registrati e un doppio panel nel Palazzo della Ragione a Padova.

La Stampa e il mattino di Padova insieme a Nordest Economia, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, hanno dato vita a un evento inizialmente programmato in presenza, poi ricalibrato in chiave digitale, in osservanza al nuovo DPCM. Per questo,sarà possibile assistere allo streaming live, su più piattaforme

Rivedi qui sotto la diretta streaming dell'Alfabeto

La settima tappa dell'l'Alfabeto del Futuro, il video intregrale della serata di Padova

Il ministro Patuanelli: «Industria 4.0 in arrivo 30 miliardi Piano pronto a gennaio»

Oltre 30 miliardi di euro, su base triennale, per l’implementazione del piano industria 4.0 grazie alle risorse del Recovery fund. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli intervenendo alla tappa di Padova de “L’Alfabeto del futuro”.

Intervistato da Marco Zatterin, vicedirettore de La Stampa, Patuanelli ha puntualizzato che l’intenzione del governo è quella di anticipare le risorse per favorire la transizione digitale delle imprese «rendendo operativo il piano dal prossimo gennaio. Il quadro complessivo delle risorse europee, con ogni probabilità, lo avremo a primavera ma essendo il 4.0 una misura centrata rispetto alle linee di indirizzo del Recovery possiamo anticipare gli effetti a gennaio».

Patuanelli: "Daremo 30 miliardi per l'industria 4.0 con il Recovery Found"

Lo sviluppo digitale e i nuovi modelli organizzativi del lavoro ripropongono, in piena fase di escalation della pandemia da Covid 19 e di nuovo lockdown in vista, il tema della sostenibilità. «Da una parte bisogna pensare anche all’impatto dello smart working sulle altre attività economiche» ha sottolineato a questo proposito il ministro riferendosi a bar e ristorazione.

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Sostenibilità e digitale per ripartire: «La sfida è aprirsi al cambiamento»

Dalla A come analisi dei dati che la fabbrica 4. 0 e l’Iot permettono, fino alla Z di una generazione il cui futuro ad oggi si conosce solo per sommi capi ma il cui presente già ora impone una rivoluzione nella relazione che le imprese hanno con il loro clienti più giovani. Lettera dopo lettera, intervento dopo intervento, i sette relatori della tappa padovana del tour hanno affrontato, a Palazzo della Ragione di Padova e in diretta streaming, temi strategici come economia circolare e sostenibilità, ruolo sociale d’impresa e investimenti, formazione, automazione, marketing digitale.

L’evento moderato da Paolo Possamai, direttore de il mattino di Padova. e Luca Ubaldeschi, direttore de Il Secolo XIX, ha visto gli interventi di Enrico Moretti Polegato (vice presidente Geox e a.d. di Diadora), Chiara Rossetto (a.d. Molino Rossetto), Renzo Simonato (direttore Nordest di Intesa Sanpaolo), Graziano Debellini (presidente di Th Resort), Daniele Lago (a.d. di Lago Spa) e Matteo Zoppas consigliere di amministrazione di Acqua Minerale San Benedetto.

Ad introdurre il dibattito sull’economia del cambiamento è stato il fondatore di Azzurro Digitale, Carlo Pasqualetto. Il giovane imprenditore ha raccontato degli esordi della sua esperienza di innovatore e del ruolo che la formazione digitale e la capacità di evolvere nei modelli organizzativi hanno nell’introdurre ogni forma di tecnologia in azienda.

Daniele Lago: la chiave per una impresa è cercare di anticipare i tempi

«L’innovazione è un elemento che deve permeare l’impresa a tutti i livelli, come pure la nostra azione nel mondo» ha detto Daniele Lago, a.d. di Lago Spa, azienda di produzione di mobili per casa e ufficio, fortemente design oriented, che con il Covid ha registrato una crescita del fatturato a due cifre.

Pasqualetto, Azzurro Digitale: i Big Data servono all'efficienza delle imprese

«Economia circolare, sostenibilità responsabilità sociale sono elementi forti ma lo sono anche i nuovi modelli organizzativi per un’azienda che deve essere vista più come un’orchestra che come un esercito. Una comunità creativa che deve guardare a obiettivi comuni e la cui leadership deve essere liquida».

Dello stesso avviso, per quanto riguarda l’orientamento all’innovazione di prodotto, è il direttore Nordest di Intesa Sanpaolo, Renzo Simonato. «Per noi concetti come quelli di sostenibilità, economia circolare e il concetto che in finanza si riassume con l’acronimo Esg (ambiente, società e governance)» ha spiegato «hanno un significato economico ben preciso: crediamo fermamente che chi adotta queste strategie di sviluppo sia più solido e più facilmente finanziabile».

Anche Graziano Debellini, presidente di Th Resort ha parlato di liquidità ma con la lucidità di un imprenditore del turismo che vede nel Covid un nemico da sconfiggere, anche a costo di pesanti sacrifici.

Debellini, TH Resort: il turismo italiano è fragile e disorganizzato

«Per noi ora liquidità significa sopravvivenza» ha chiarito Debellini, che annovera tra i suoi soci, in Th Resort, anche Cassa Depositi e Prestiti. «Il Covid ci ha fatto tornare ai livelli di fatturato di 20 anni fa. Un disastro ma pure un’opportunità per un sistema, quello del turismo italiano, ancora troppo immaturo, frammentato e arretrato sia in termini di formazione che di conoscenza e applicazione degli strumenti digitali».

Il past president di Confindustria Veneto e consigliere di amministrazione di Acqua San Benedetto, Matteo Zoppas, ha affrontato il tema del futuro a partire dalla sua sfida all’internazionalizzazione. «In Italia abbiamo già una posizione di leader ma le acque minerali hanno posizionamenti molto simili» ha detto. «All’estero non è così, e noi stiamo lavorando proprio su questo: sul creare valore aggiunto attorno alle nostre acque minerali attraverso innovazioni di brand, di packaging e di canale distributivo».

Matteo Zoppas: il rinnovamento quotidiano è ciò che salva le aziende

Proprio il packaging è stato il segreto dell’innovazione di Molino Rossetto. «Fin dal primo ingresso in azienda» ha raccontato Chiara Rossetto a.d. del gruppo «il mio obiettivo è stato l’innovazione. Ma le farine sono tutte bianche. Abbiamo lavorato allora sul confezionamento, sui nuovi canali distributivi della Gdo e contemporaneamente sul nostro marchio per renderci riconoscibili. E il risultato è stata una crescita che continua ancora».

Chiara Rossetto: noi, ottava generazione di una antica stirpe di mugnai

Ma innovazione è anche ricerca sui materiali e sulle nuove tecnologie. A raccontare l’esperienza di Geox e Diadora è stato Enrico Moretti Polegato.

Moretti Polegato: bisogna saper cambiare, se sei un imprenditore

«Noi siamo nati sull’onda dell’innovazione» ha ricordato «e ancora oggi la ricerca per noi è strategica. Le nostre soluzioni innovative sono un motore straordinario che per dare il massimo della performance vanno integrate con il lo sviluppo del brand, il marketing, la comunicazione social, quella web».

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Roberto Cicutto, presidente Biennale Venezia: «Polo delle arti contemporanee all’Arsenale»

Hanno fatto molta fatica a pensare che la settima arte fosse anche frutto di un sistema industriale, ma poi l’hanno capito. E i governi hanno lavorato perché l’industria audiovisiva potesse mettere in piazza degli incentivi propri dell’industria, come il tax credit. Quindi il cinema è sicuramente l’esempio principale di sinergia tra industria e creatività»: così Roberto Cicutto, presidente della Biennale di Venezia.

Roberto Cicutto: "La Biennale deve essere più contemporanea delle sue arti"