Horeca: il 10% degli imprenditori pensa di cessare l'attività

Sondaggio di Facile626 tra 1.500 imprese della ristorazione e filiere collegate del Nordest dopo l'ultimo Dpcm. Proposto lo spostamento dell'orario di chiusura alle 23. Tra le richieste l’abbattimento delle imposte per il 2020 e il 2021, la riduzione dell’Iva al 4%, ammortizzatori sociali per la categorie e aiuti immediati su affitti, bollette e costi fissi, direttamente in conto corrente senza burocrazia

UDINE - Il settore della ristorazione e la filiera collegata prevede di perdere in media oltre il 60% del proprio fatturato a causa delle misure anti Covid previste dall’ultimo DPCM.

È per questo che quasi il 10% degli imprenditori sta già valutando di chiudere la propria attività.

Sono i primi risultati di un sondaggio commissionato dall’azienda Facile626, leader nel settore nella sicurezza sul lavoro per la ristorazione, a una platea di oltre 1.500 esercizi nel nord est sull’impatto del DPCM 25/10/2020 nell’Ho.re.ca.

Facile626 dichiara che nei mesi scorsi, c’era stata piena collaborazione con le aziende in materia di Sicurezza sul lavoro e HACCP, con azioni rigorosamente controllate dall’azienda udinese che hanno garantito l’applicazione di tutti i protocolli previsti e l’attuazione di tutte le misure atte a garantire la sicurezza di lavoratori e clienti.

Tutto questo, inoltre, si è tradotto in investimenti economici di decine di migliaia di euro per ogni attività del settore.

Tornando al sondaggio, accanto ai dati drammatici dell’impatto del DPCM sulla sostenibilità economica delle aziende, si evidenziano anche delle palesi incongruenze: il 79% degli imprenditori infatti dichiara di non essere stato oggetto di controllo da parte delle autorità deputate.

E fra chi è stato controllato solo l’11% è stato sanzionato: dato che conferma come il settore ho.re.ca. avesse già risposto alle precedenti richieste di adeguamento sanitario.

Confermata anche l’assenza di contagi nel settore: fra gli intervistati solo l’1% dichiara di aver avuto un caso di positività al Covid nel proprio locale.

Eppure, nonostante questi presupposti, il futuro si presenta tutt’altro che roseo: il 21% degli imprenditori dell’ho.re.ca. dichiara che adatterà la sua attività puntando su delivery e take away.

E, mentre il 50% cercherà di adattare il suo servizio, ben il 13% si rassegnerà alla sospensione dell’attività con le pesanti ripercussioni economiche dirette e indirette che questo comporta.

Il sondaggio proposto da Facile626 ha anche raccolto una serie di proposte arrivate direttamente dagli imprenditori dell’ho.re.ca che chiedono la modifica del DPCM con lo spostamento dell’orario di chiusura alle ore 23.00, mantenendo i già consolidati livelli di sanificazione, sicurezza e distanziamento sociale, aumentando però i controlli e sanzionando chi non rispetta le regole.

Fra le altre proposte c’è l’abbattimento delle imposte per il 2020 e il 2021, la riduzione dell’IVA al 4%, ammortizzatori sociali per la categorie e, soprattutto, aiuti immediati su affitti, bollette e costi fissi, direttamente in conto corrente senza burocrazia.