Bankitalia, il Covid congela gli investimenti: in Veneto oltre 139 miliardi parcheggiati nei depositi

Quella determinata dalla pandemia è la più grave recessione contemporanea in tempo di pace. Emanuele Alagna, a capo della sede di Venezia di Banca d’Italia, ripete le parole del direttore generale di Palazzo Koch Daniele Franco. Cercando però l’altro lato della medaglia, la nota di speranza la chiama, ed è questa: “In Veneto le cose non sono andate peggio che nel resto d’Italia"

VENEZIA. La paura dell’impatto del Covid sta tutto in un numero: 9,77 miliardi, di cui 7,1 miliardi parcheggiati nei conti correnti delle imprese. E’ questa la variazione più sconvolgente, da dicembre 2019 a settembre 2020, che dà la misura di come l’epidemia abbia congelato gli investimenti delle imprese e abbia frenato la spesa delle famiglie. In tutto lo stock di liquidità ammonta in Veneto tra famiglie e imprese a oltre 139 miliardi di euro.

Quella determinata dalla pandemia è la più grave recessione contemporanea in tempo di pace. Emanuele Alagna, a capo della sede di Venezia di Banca d’Italia, ripete le parole del direttore generale di Palazzo Koch Daniele Franco. Ma cerca però l’altro lato della medaglia la nota di speranza la chiama, ed è questa: “In Veneto le cose non sono andate peggio che nel resto d’Italia, immaginavamo la discesa sarebbe stata superiore per la maggiore presenza di settori colpiti dal lockdown e poi per il ruolo del turismo nell’economia regionale e la presenza più pervasiva di turisti stranieri”. In realtà il laboratorio dove la nostra economia sta reagendo alla crisi pandemica spiega ancora Alagna “ci ha consentito di testare la capacità di reazione dell’economia italiana che ha mostrato una buona capacità di reazione, questa è la nota di speranza”. Nel momento in cui ci saranno le condizioni, l’economia avrebbe la forza e le capacità di ripartire. Uno degli elementi che darà vigore sarà sicuramente quello delle costruzioni che darà slancio consistente ripresa degli investimenti, anche quelli pubblici.

Il quadro d’insieme

Venendo ai dati, afferma l’Aggiornamento congiunturale di Bankitalia, nel primo semestre l’attività economica regionale ha risentito pesantemente degli effetti della pandemia di Covid-19. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d’Italia, nei primi due trimestri il prodotto sarebbe diminuito del 5,8 e del 17,2 per cento rispetto ai corrispondenti periodi del 2019, in linea con quanto osservato nel resto del Paese. Ed in linea con il resto del Nordest. Il drastico calo dell’attività economica della primavera è stato seguito da un parziale recupero nei mesi estivi: Ven-ICE, l’indicatore che misura la dinamica di fondo dell’economia sulla base delle più recenti informazioni congiunturali disponibili, evidenzia una ripresa nel terzo trimestre. Nonostante il recupero, diffuso a tutti i comparti e particolarmente robusto in quello manifatturiero, il livello di attività economica in regione rimarrebbe tuttavia ancora ampiamente inferiore a quello di inizio anno. Ha spiegato nella sua relazione Paolo Chiades Divisione analisi e ricerca economica territoriale.