Icop, Costa e Iccrea nella cordata per il Parco del mare a Trieste

L’area vicina alla Lanterna in cui dovrebbe sorgere il discusso progetto del Parco del Mare

L’ente camerale rileva la concessione demaniale dell’area della Sacchetta, sulle Rive del capoluogo. Giovedì 20 si svela il progetto

TRIESTE La pratica si era inabissata per mesi, ma ora un nuovo scossone riaccende le luci sulla realizzazione del Parco del mare. Con un rapido uno-due, la Camera di commercio ha acquistato la società Trieste Navigando, rilevando la concessione demaniale nell’area della Sacchetta, dopo che Soprintendenza e ministero dei Beni culturali hanno sbloccato i vincoli sull’edificazione dell’acquario nell’area della Lanterna.

Il presidente Antonio Paoletti ha organizzato per domani, giovedì 20 novembre, la presentazione del progetto di costruzione della creatura che si è coccolato per oltre 15 anni e che ora potrebbe essere messa in cantiere dall’impresa friulana di costruzioni Icop e da Costa Edutainment, che gestisce l’acquario di Genova. Per l’aggiudicazione dei lavori servirà un bando di gara, ma al momento quella di IcopCosta è l’unica manifestazione d’interesse.

Il ticket era uscito allo scoperto a inizio 2018 e negli ultimi mesi ha lavorato per dare corpo al piano, che sarà svelato appunto domani. Ci saranno anche i dirigenti di Banca Iccrea, disponibile a prestare le risorse per il project financing dei privati. «Esiste il sito ed esiste il finanziatore», gongolano dalle parti della Camera, che assapora ancora una volta la possibilità di far partire un’opera di cui si parla dal 2004.

Dopo le polemiche sul mancato impiego degli otto milioni accantonati in questi anni dalla Camera di commercio, il Parco del mare potrebbe diventare l’asso nella manica di Paoletti, presidente alla ricerca del quinto mandato alla guida dell’ente.

La società pubblica Trieste Navigando (controllata da Invitalia attraverso Italia Navigando) avrebbe voluto realizzare in Sacchetta un porticciolo turistico denominato Porto lido, di cui si sono perse le tracce. Aveva ottenuto regolare concessione demaniale, che ora viene assunta di fatto dalla Camera di commercio. Non è ancora dato ha sapere quanto l’ente abbia speso per l’operazione, che il mese scorso ha condotto in gran segreto all’acquisto di Trieste Navigando, di cui Paoletti dovrà coprire anche debiti per oltre un milione. Come spiega il presidente, «abbiamo creato i presupposti per poter ricevere un progetto da un raggruppamento privato».

Può allora rimettersi in moto il piano di costruire un grande acquario nell’area ex Cartubi, oggi in condizioni di abbandono in fondo alla Sacchetta. Fondamentale sarà lo sblocco dei vincoli, che dal 1961 impediscono di edificare attorno alla storica Lanterna, di cui si dovrà capire quale sarebbe l’inserimento nel nuovo contesto urbanistico. Proprio il venir meno dei divieti paesaggistici (che avevano spento gli annunci di Paoletti su lavori pronti a cominciare a fine 2018) ha permesso alla Camera di rimettere mano all’acquisizione di Trieste Navigando, pianificata più di due anni fa. Resta il nodo della sostenibilità economica dell’acquario, che secondo i vecchi studi di fattibilità necessita di un milione di visitatori all’anno per non fare passivo.

Il nodo dovrà essere sciolto dal piano di Icop-Costa. Se si aggiudicassero la gara, le imprese si incaricherebbero di realizzare e gestire il nuovo contenitore turistico. Alle loro spalle c’è la rete delle banche cooperative capitanata da Iccrea, che finanzierà l’opera con un prestito imponente e che ha erogato il mutuo da trenta milioni grazie al quale Icop ha costruito la Piattaforma logistica in porto.

Il Parco del mare costa più di quaranta milioni: otto messi dalla Camera e quattro promessi dalle giunte Serracchiani e Fedriga, mentre mancano all’appello i nove milioni che CRTrieste aveva prima impegnato e poi ritirato. Se non interverranno sorprese, per i privati si tratterebbe di un investimento da una trentina di milioni.

Il Parco del mare è andato incontro negli anni a una tormenta di polemiche. L’ultima in ordine di tempo è di un gruppo di imprenditori, che hanno raccolto 1.300 firme per chiedere alla Camera di commercio di distribuire ai propri iscritti gli otto milioni accantonati, dando così un po’ di respiro alle categorie in difficoltà per la crisi Covid. Contrari sono stati finora il centrosinistra e associazioni come Wwf e Legambiente, avversi all’edificazione di una struttura che prima della Sacchetta era stata immaginata sul terrapieno di Barcola, al posto del mercato ortofrutticolo, accanto al Salone degli Incanti e in Porto vecchio.

A luglio Legambiente ha perfino assegnato la non invidiabile “Onda nera” alla Camera di commercio. Un sondaggio del Piccolo mostra a sua volta una città polarizzata: metà a favore e metà contro. Paoletti accarezza l’idea dal 2004, quando propose il Parco del mare per dare una sferzata di ottimismo dopo la fallita candidatura di Trieste a sede dell’Expo. A gennaio il progetto è stato nuovamente appoggiato dal sindaco Roberto Dipiazza e dal governatore Massimiliano Fedriga.

Saranno presenti entrambi domani, in quella che si annuncia come una conferenza in pompa magna, con gli interventi del presidente di Icop Vittorio Petrucco, del presidente di Costa Edutainment Giuseppe Costa, del direttore generale di Iccrea Carlo Napoleoni, della soprintendente Simonetta Bonomi e del presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino.

Un parterre de roi: Paoletti si ricandiderà per la quinta volta alla guida della Camera della Venezia Giulia e rilanciarsi col Parco del mare potrebbe essere il modo per ravvivare la propria immagine dopo vent’anni al timone dell’ente. — © RIPRODUZIONE RISERVATA