Il Covid brucia 440 milioni di export: distretti economici trevigiani in crisi

Secondo l’analisi di Intesa, i distretti più “resilienti” sono quelli del Prosecco e degli elettrodomestici: in particolare, «le esportazioni di Prosecco Dop hanno registrato un calo più contenuto rispetto a quello, nello stesso periodo, degli spumanti italiani»

TREVISO. Oltre quattrocento milioni di euro bruciati in tre mesi, sotto forma di mancate vendite all’estero. Per i distretti industriali della Marca, storicamente un fiore all’occhiello dell’economia veneta, il trimestre aprile-giugno 2020 è stato un “buco nero” dal quale non sarà facile riprendersi, considerando soprattutto che le ulteriori misure restrittive comparse in autunno in tutto il mondo non aiuteranno l’economia a risollevarsi.
 
«Il Triveneto è stato particolarmente colpito dalla crisi pandemica in corso, sia in termini di contagi che di arresto delle attività produttive e commerciali» recita il report di Banca Intesa sui distretti pubblicato ieri e curato dall’economista Anna Maria Moressa, «con impatti complessivamente più severi in questo territorio rispetto alla media nazionale, aggravati dal crollo dei flussi turistici all’estero». 
 
la fotografia
 
Sono cinque i distretti industriali della provincia di Treviso. E nessuno è uscito indenne dalla tormenta Covid. Prosecco Conegliano-Valdobbiadene: export del secondo semestre 2020 pari a 153 milioni di euro, 28 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
 
I primi tre mesi dell’anno erano andati meglio, ragion per cui la perdita su base semestrale (da gennaio a giugno) si attesta al 5,2 per cento, la performance migliore tra tutti i distretti. Ancora, i mobilifici del Quartier del Piave e dell’Opitergino-Mottense: 157 milioni di euro persi da un anno all’altro, calo percentuale del 31,2% (18,9 su base semestrale).
 
Gli elettrodomestici dell’Inox Valley (Coneglianese-Opitergino) resistono, con performance simili a quelle del mondo Prosecco (32 milioni di export in meno, ma calo da gennaio a giugno di poco superiore al 6%). Quindi, i due distretti più colpiti.
 
La calzatura sportiva di Montebelluna risente della prolungata chiusura dei negozi e registra un crollo pari al 40,5% nel secondo trimestre, con vendite all’estero quasi dimezzate (177 milioni a fronte dei 298 del 2019). Le performance peggiori sono quelle del tessile e abbigliamento, dove soffrono - da prima del Covid - marchi storici come Stefanel e Tessitura Monti: da aprile a giugno export crollato del 52,7%, pari a 102 milioni di mancate vendite. Complessivamente, i cinque distretti della Marca perdono da aprile a giugno 440 milioni: una flessione del 30,7%. 
 
l’analisi
 
Secondo l’analisi di Intesa, i distretti più “resilienti” sono quelli del Prosecco e degli elettrodomestici: in particolare, «le esportazioni di Prosecco Dop hanno registrato un calo più contenuto rispetto a quello, nello stesso periodo, degli spumanti italiani».
 
Merita una riflessione a parte la calzatura sportiva: «Per lo sport system di Montebelluna, anch’esso meno soggetta a stagionalità, il calo dell’export è stato rilevante nel secondo trimestre (-40,5%), ma nei mesi estivi, secondo quanto affermato da alcuni dei principali player, si è assistito a un rimbalzo importante anche sul mercato interno, legato alla calzatura outdoor e trekking e al mondo bike, spinta dalla scelta prevalente della montagna come meta di vacanza Covid-free».
 
Un trend che fa ben sperare per un rimbalzo nelle prossime rilevazioni. —