L'Alto Adige e lo sci: prima pensiamo ai contagi, poi torneremo zona turistica

Il governatore Kompatscher sull'avvio della stagione invernale rinviato sine die: serve prudenza. Anef: il governo ci dia risposte in tempi ragionevoli e con preavviso, bisogna programmare

BOLZANO.  Sulle Dolomiti i cannoni spara neve sono già in funzione, anche se a causa della pandemia l'avvio di stagione, previsto per il 28 novembre è stato rimandato a data da destinarsi, visto che l'Austria è in lockdown, la Germania in semi lockdown e l'Alto Adige è zona rossa.

I centri sciistici tradizionalmente sfruttano la prima ondata di freddo in montagna per produrre una base di neve artificiale, sulla quale si potrà adagiare quella che si spera cada copiosa dal cielo.

«Dobbiamo assolutamente abbattere l'onda e piegare la curva dei contagi, prima di poter tornare ad essere una zona turistica», ha messo in chiaro il governatore Arno Kompatscher.

«Sarà un inverno difficilissimo, anche per il turismo. Attualmente abbiamo troppi casi, troppi ricoveri e troppi morti», ha aggiunto. «Appena possibile devono riaprire le scuole e le attività economiche e poi anche il commercio al dettaglio. Facciamo un passo alla volta», ha proseguito Kompatscher.

Per non perdere tempo prezioso nell'area del Dolomiti Superski sono in corso i lavori per l'innevamento di base e per l'istallazione delle strutture di sicurezza.

«Stiamo preparando con impegno e motivazione la stagione invernale, per far sì che gli impianti di Dolomiti Superski in ogni momento potranno entrare in funzione», afferma Marco Pappalardo, direttore marketing. «Appena la situazione legislativa e pandemica lo permetterà - aggiunge - daremo il via alla stagione 2020/21».

A chiedere certezze per l'avvio della stagione è il vicepresidente dell'Associazione Nazionale Esercenti Funiviari - Anef, Elmar Pichler Rolle. «Non possiamo innevare le piste secondo nostre scelte o umori, ma quando vi sono le condizioni climatiche e le disponibilità idriche. Spero che a Roma lo sappiano».

Insieme agli assessori competenti delle regioni dell'arco alpino l'Anef ha depositato le proposte per aprire gli impianti con la massima sicurezza possibile. L'iter prevede un confronto tra governo e regioni con il coinvolgimento del comitato tecnico scientifico.

«Speriamo che questo confronto inizi subito ed si arrivi presto ad un risultato condiviso. Questo ci darebbe le certezze necessarie, perchè non possiamo partire il 20 dicembre se ci danno il via libera il giorno prima, abbiamo bisogno di programmare e per questo abbiamo bisogno che anche il governo lo faccia», così Pichler Rolle. Ma c'è chi intanto ipotitizza l'apertura.

Così il presidente dell' Unione albergatori e pubblici esercenti dell'Alto Adige Manfred Pinzger che spera di poter aprire gli esercizi il 17 o 18 dicembre, perché «aprire ad inizio dicembre sarà difficile. Non dipende solo da noi in Alto Adige - sottolinea Pinzger - ma dai nostri principali mercati, ovvero dall'andamento della pandemia in Germania e soprattutto nelle altre regioni italiane», così Pinzger.

In Veneto in merito alla richiesta degli operatori turistici della montagna regionale di aprire già i 14 dicembre gli impianti sciistici il presidente della Regione Luca Zaia risponde: «Tifiamo perchè venga la neve e tanta, che si possa tornare alla normalità. Però da qui alla normalità c'è di mezzo il buon senso. Vedremo di capire, giorno dopo giorno, quale sarà l'evoluzione», così Zaia. Infine la Regione Abruzzo corre ai ripari per l'inverno e il turismo della neve in tempo di covid e prepara un ristoro per i gestori degli impianti. Si tratta di un soccorso da 3 mln di euro che andrà in in commissione martedì 24 per essere poi presentato in aula del prossimo Consiglio il 1 dicembre.