Pedemontana veneta, fine lavori a febbraio 2022: «Le penali sui ritardi sospese per Covid»

Saltato il termine di settembre scorso, ecco il nuovo cronoprogramma. «Terminata l’emergenza apriremo un tavolo»

VICENZA. Occhi incollati ai monitor della sala operativa del nuovo centro direzionale, che sorge vicino al casello di Bassano Ovest, e pensiero fisso a febbraio 2022. Sono le 12, si alzano le barriere e le prime auto iniziano a percorrere il nuovo tratto di 15 chilometri della Pedemontana Veneta.
 
Terzo atto
 
Da ieri la «superstrada dei veneti», come è stata ribattezzata dal presidente della Regione Luca Zaia, è percorribile anche dal casello di Breganze a quello di Bassano del Grappa Ovest. I chilometri aperti al traffico dell’arteria da oltre 2,25 miliardi di euro salgono così a circa 35 sui 94 complessivi: poco meno della metà, a nove anni dalla posa della prima pietra e a fronte di un percorso che definirlo a ostacoli è poco. Dal 2011 a oggi il passo è stato di circa 3,8 km di strada percorribile all’anno, anche se va detto che i lavori sul resto della tratta destinata a collegare il Vicentino con la Marca è oggi a buon punto.
 
Nuovo cronoprogramma
 
Tra burocrazia, ricorsi, inchieste, crolli e ora il Covid il nuovo cronoprogramma fissa entro la primavera 2021 la conclusione della tratta da Bassano a Montebelluna ed entro l’estate 2021 tutto il resto, tranne la galleria di Malo e l’attacco alla A27. Per questi ultimi «si farà tutto il possibile per completarli entro gennaio-febbraio 2022». Resta l’allacciamento alla A4 con il casello di Montecchio ma si va a metà del 2023 secondo la previsione di Elisabetta Pellegrini, direttore della struttura di progetto Superstrada Pedemontana Veneta. «L’opera è in carico ad Autostrada Brescia-Padova, e nel frattempo la società alla quale erano stati affidati i lavori è fallita».
 
la variabile tempo
 
Pedemontana Veneta, nei tratti aperti e tenuto conto del periodo emergenziale, registra oggi 4.000-4.500 veicoli al giorno. A opera completa e collegata la previsione è che si arrivi a 27mila veicoli in transito al giorno. Un numero, quest’ultimo, da tenere a mente perché è anche su questo che è stato parametrato il canone annuo che la Regione dovrà versare al concessionario Superstrada Pedemontana Veneta Spa, ovvero alla Sis della famiglia Dogliani, che a fronte degli investimenti fatti per realizzare l’arteria (è un project financing) la avrà in concessione per 39 anni. La Regione incasserà i pedaggi generati lungo la tratta ma, al completamento dell’opera, dovrà versare un canone annuo pari a circa 154 milioni di euro. «I conti del traffico sono stati fatti prima del Covid» ha sottolineato Zaia «ora vediamoche cosa accadrà. Intanto dite ai veneti di usare la strada, perché i pedaggi relativi entrano nella casse della Regione».
 
Penali
 
Il rischio traffico resta in capo alla Regione, sulle spalle del concessionario c’è il rischio di costruzione con gli eventuali maggiori costi e imprevisti. Resta da capire se il Covid, alla fine, rientrerà o meno tra questi. L’impegno di Sis era di consegnare l’opera l’11 settembre scorso e da tale termine, secondo il contratto vigente, scattano le penali per i ritardi nella consegna. «Abbiamo per ora congelato il pagamento delle penali alla luce della pandemia» conclude l’ingegner Pellegrini. «Terminata l’emergenza, apriremo un tavolo di discussione con il concessionario». —