Consumi, arriva un nuovo stop a Nordest: a ottobre spesa in calo del 22%
 

Dopo la ripresa di fine estate, per ristorazione, abbigliamento e non food è gelata. Si registra una frenata trasversale e interessa anche centri commerciali e outlet

VENEZIA. La timida ripresa dei consumi registrata sul finire dell’estate non ha retto alla seconda ondata della pandemia di Coronavirus. Secondo il report mensile realizzato da Confimprese in collaborazione con EY, a ottobre la spesa nei settori ristorazione, abbigliamento e non food è scesa a livello nazionale del 24,7% contro il -13,5% di settembre (sempre nel confronto con dodici mesi prima). 
 
Il Nordest fa meglio della media italiana, con il Veneto e il Friuli Venezia Giulia a -22,2% e il Trentino Alto Adige a -20,8%, anche se il differenziale è troppo piccolo per poter vedere il bicchiere mezzo pieno. «I dati di ottobre gelano la lenta ripresa dei consumi», commenta Mario Maiocchi, direttore Centro Studi Confimprese.
 
«L’introduzione di misure restrittive nelle grandi superfici di alcune regioni e nella ristorazione, insieme a un clima di preoccupazione per il rinvigorire dei contagi e alla confusione generata nei consumatori da un susseguirsi di regole e limitazioni in continuo cambiamento e sovrapposizione nazionale, regionale e comunale, hanno contribuito a questa brusca inversione».
 
Il timore, sottolinea l’esperto, è che si possa prospettare ancora per i prossimi mesi «un’alternanza di periodi simili al primo lockdown (-77,9%) e al post lockdown (-21,4%) con le pesanti conseguenze che si possono immaginare sulla tenuta del settore».
 
A livello di settori (in questo caso i dati sono disponibili solo a livello nazionale), a soffrire è soprattutto la ristorazione, in calo del 27,2% rispetto a ottobre 2019. Poco meglio l’abbigliamento (-26,5%) che ha potuto beneficiare dell’avvio ritardato dei saldi rispetto al solito, mentre ha limitato i danni il non food (-12,2% nel confronto a dodici mesi).
 
Se il confronto viene fatto tra i primi dieci mesi di quest’anno e lo stesso periodo del 2019, emerge in maniera chiara la drammaticità della stagione che stiamo attraversando: infatti i consumi sono crollati di un terzo (-33,5% per la precisione).
 
Il Veneto fa anche peggio (-34,4%), pagando l’impatto molto duro della pandemia nei mesi primaverili, mentre il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto-Adige fanno un po’ meglio (rispettivamente -31,5% e -31,3%). Né c’è da attendersi un miglioramento dalle prossime rilevazioni, dato che nelle ultime settimane vi è stata un’ulteriore stretta sugli spostamenti e sulle aperture degli esercizi commerciali. 
 
Le rilevazioni della flash survey del Centro studi Confimprese sui primi 15 giorni di novembre registrano un -46,7% nella ristorazione e un -48% nell’abbigliamento. Male anche gli ingressi nei centri commerciali, con un calo del 55%. Numeri da paura, al confronto dei quali i ristori predisposti finora dal Governo rischiano di risultare ampiamente insufficienti. Tra i canali continua la discesa inarrestabile del travel, che a ottobre segna un crollo dei consumi nell’ordine del 64,6% rispetto a dodici mesi prima, dato che porta a -60,3% il progressivo anno e a -71,1% negli otto mesi marzo-ottobre. 
 
Continua, dunque, la desertificazione di aeroporti e stazioni per effetto della mancanza del turismo straniero e dell’indotto nel commercio, nei bar e ristoranti, che si riflettono di conseguenza sull’intera filiera. Si registra un notevole calo anche nei centri commerciali con un -26,5% e negli outlet (-16,3%). —