Ottobre nero per i consumi. In regione Fvg crollano del 20%

La spesa nei settori ristorazione e abbigliamento è scesa in Italia del 24,7%L’effetto lockdown si fa sentire: la nostra regione ha perso il 30% in dieci mesi

TRIESTE In regione va appena meglio rispetto alla media italiana, ma non abbastanza per poter vedere il bicchiere mezzo pieno. Ottobre segna un forte calo sul fronte dei consumi, andando così a gelare le aspettative di ripresa dopo i primi segnali in tal senso emersi nella tarda estate. Secondo il report mensile realizzato da Confimprese in collaborazione con EY, lo scorso mese la spesa nei settori ristorazione, abbigliamento e non food è scesa a livello nazionale del 24,7% contro il -13,5% di settembre (sempre nel confronto con dodici mesi prima). Il Friuli Venezia Giulia fa un po’ meglio (-22,2%), in linea con il Veneto, anche se il differenziale è troppo piccolo perché si possa parlare di una maggiore resistenza alla crisi di fronte all’avanzata della pandemia di Coronavirus.

«I dati di ottobre gelano la lenta ripresa dei consumi», commenta Mario Maiocchi, direttore del Centro Studi di Confimprese. «L’introduzione di misure restrittive nelle grandi superfici di alcune regioni e nella ristorazione, insieme a un clima di preoccupazione per il rinvigorire dei contagi e alla confusione generata nei consumatori da un susseguirsi di regole e limitazioni in continuo cambiamento e sovrapposizione nazionale, regionale e comunale, hanno contribuito a questa brusca inversione di trend». Il timore, sottolinea l’esperto, è che si possa prospettare ancora per i prossimi mesi «un’alternanza di periodi simili al primo lockdown (-77,9%) e al post lockdown (-21,4%) con le pesanti conseguenze che si possono immaginare sulla tenuta del settore».

A livello di settori (in questo caso i dati sono disponibili solo a livello nazionale), a soffrire è soprattutto la ristorazione, in calo del 27,2% rispetto a ottobre 2019. Poco meglio l’abbigliamento (-26,5%) che ha potuto beneficiare dell’avvio ritardato dei saldi rispetto al solito, mentre ha limitato i danni il non food (-12,2% nel confronto a dodici mesi). Se il confronto viene fatto tra i primi dieci mesi di quest’anno e lo stesso periodo del 2019, emerge in maniera chiara la drammaticità della stagione che stiamo attraversando: infatti i consumi sono crollati di un terzo (-33,5% per la precisione). Il Friuli Venezia Giulia fa un po’ meglio (-31,5%), ma anche in questo caso non abbastanza da sfuggire alla crisi. Né c’è da attendersi un miglioramento dalle prossime rilevazioni, dato che nelle ultime settimane vi è stata un’ulteriore stretta sugli spostamenti e sulle aperture degli esercizi commerciali.

Le rilevazioni della flash survey del Centro studi Confimprese sui primi 15 giorni di novembre registrano un 46,7% nella ristorazione e un -48% nell’abbigliamento. Male anche gli ingressi nei centri commerciali, con un calo del 55%. Numeri da paura, al confronto dei quali i ristori predisposti finora dal Governo rischiano di risultare ampiamente insufficienti. Tra i canali continua la discesa inarrestabile del travel, che a ottobre segna un crollo dei consumi nell’ordine del 64,6% rispetto a dodici mesi prima, dato che porta a -60,3% il progressivo annuo. Continua la desertificazione di aeroporti e stazioni per effetto della mancanza del turismo straniero e dell’indotto nel commercio, nei bar e ristoranti, che si riflettono di conseguenza sull’intera filiera. — © RIPRODUZIONE RISERVATA