Prezzi hotel a picco, a Venezia calo del 21,3 per cento

Ad andare male sono ancora le città d'arte come Venezia e Firenze, rispettivamente al 2/o (con una flessione su base annua del 21,3%) e 3/o posto (-17%) e alcune città note per i loro eventi fieristici, convegni e convention, come Bologna, in 4/a posizione (-16,5%), e Milano, in 5/a (-15,2%)

VENEZIA. Prosegue ininterrotto il crollo delle tariffe alberghiere. Dopo la caduta dei prezzi di agosto e settembre, precipitano anche all'inizio dell'autunno i servizi di alloggio. Ad andare male sono ancora le città d'arte come Venezia e Firenze, rispettivamente al 2/o (con una flessione su base annua del 21,3%) e 3/o posto (-17%) e alcune città note per i loro eventi fieristici, convegni e convention, come Bologna, in 4/a posizione (-16,5%), e Milano, in 5/a (-15,2%).

Emerge dall'elaborazione fatta dall'Unione Nazionale Consumatori sui dati dell'inflazione di ottobre resi noti questa settimana dall'Istat. Al primo posto della classifica nazionale Ascoli Piceno, con una frenata dei prezzi, rispetto ad ottobre 2019, del 23,1%.

Al sesto posto La Spezia con -10,8% e, al settimo, Roma, con -10,2%, ultima città a registrare un calo a due cifre. In media nazionale, a ottobre i prezzi degli alberghi scendono su base annua del 3,8%. Dall'altra parte della classifica, i rialzi annui più alti per Pescara (+18,2%) Trapani (+15,5%) e, in netta controtendenza con tutte le altre grandi città italiane, Genova, che, per via del Salone Nautico e del suo spostamento di data da settembre a ottobre, segna un +15,4%.