Un lusso accessibile, dal Friuli ecco il cosmetico 3D

La friulana Gregoris selezionata da Forbes tra le 100 italiane di successo del 2020. Merito della passione per la chimica

UDINE. L’etichetta alimentare per i più ormai non ha segreti. Siamo diventati bravissimi a leggere l’elenco degli ingredienti e a individuare le sigle dietro alle quali si nascondono gli additivi, siano essi coloranti, conservanti, addensanti o esaltatori di sapidità. Ma siamo altrettanto bravi a leggere l’Inci di un prodotto cosmetico? Diciamoci la verità: no.

Packaging, profumo e sensazione tattile del prodotto contano ben più che il suo contenuto. Eppure, i cosmetici entrano in contatto con il nostro organismo e come tali dovremmo riservare loro tutta l’attenzione che meritano. Urge dunque una rivoluzione culturale, che ha trovato casa in Friuli, a Udine, nel laboratorio della chimica-farmacista di origine pordenonese Raffaella Gregoris, selezionata quest’anno da Forbes tra le 100 donne italiane di successo.

Dopo aver eliminato dalla sua cosmetica tutti gli ingredienti che non siano principi attivi puri, è pronta oggi a fare un passo oltre, proponendo al mercato un rivoluzionario prodotto 3D.

Fondata nel 2009, la sua Bakel, azienda con sede a Udine votata alla cosmesi pura, realizzata a base di soli principi attivi e zero sostanze inutili, nel 2019 viene acquisita per 50,01% da Culti, gruppo Intek, e nel 2020, in pieno lockdown, arriva a prototipare il primo cosmetico 3D, interamente funzionale.

Non una crema, non un siero: si tratta di un foglietto di pochi millimetri di spessore, 100% acido ialuronico, che viene totalmente assorbito non appena entra in contatto con la pelle penetrando più efficacemente e in profondità.

Una ricerca, quella di Gregoris, sempre più radicale. «Ho visto un prodotto farmaceutico con un supporto 3D e ho voluto usare quella stessa tecnologia per la cosmesi», racconta l’imprenditrice che guida l’azienda senza rinunciare all’attività di laboratorio, dividendosi tra Udine e Milano, collaborando con diverse Università e in tutto questo riuscendo anche a trovare il tempo per figli e famiglia.

Ci sono voluti oltre due anni di studi per arrivare al prototipo e al deposito di ben 6 brevetti che proteggono l’idea, ormai prossima al grande salto: la commercializzazione, in programma per il secondo semestre 2021. Il prezzo? Da definirsi.

«Sarà un lusso accessibile», a sentire Gregoris che però chiarisce: «Non sostituirà la “classica” crema». Va inteso come una sorta di trattamento-urto, realizzato con micro-polimeri 3D funzionali che a contatto con la pelle rilasciano il principio attivo.

Acido ialuronico nel caso del prototipo che, ingabbiato in una struttura 3D stabile, viene rilasciato solo quando entra in contatto con la pelle. Senza intermediazioni, salvo l’umidità dell’epidermide.

Un meccanismo che ne aumenta la bio-disponibilità: è lo stesso acido in purezza infatti a costituire formulazione e principio attivo. «Un risultato – afferma Gregoris – che è l’inizio di una nuova rivoluzione. Quando si entra nel mondo della ricerca si sa da dove si parte, ma spesso si giunge dove mai si sarebbe immaginato».

Lo sa bene la chimica friulana che mai avrebbe immaginato, dopo una laurea in farmacia a Milano e un master in cosmesi a Bologna, di ritrovarsi a capo di un’azienda votata alla cosmesi pura.

L’illuminazione risale al 2000, Gregoris lavora a Trieste, in un laboratorio che produce in conto terzi. «Nessuno all’epoca si interessava di ciò che stava dentro i cosmetici e ricordo bene la sorpresa che ebbi quando mi venne data la prima ricetta da eseguire.

Era un siero alla vitamina E che di questo ingrediente conteneva praticamente nulla, lo zero-virgola, il resto erano derivati del petrolio. Ingenuamente – ricorda Gregoris – segnalo quello che mi sembra un errore e mi sento rispondere che tanto “nessuno ci capisce niente”».

La risposta non persuade la ricercatrice: «Mi metto un po’di vitamina E pura sulla mano e penso: sarebbe bello fare un cosmetico puro». Tra il dire e il fare passano 10 anni. Oggi i suoi prodotti non solo soltanto puri, ma anche airless, hanno un packaging che ostacola le contaminazioni, hanno un’etichetta di facile lettura dove agli ingredienti usati, con l’indicazione di origine, corrispondono una serie di benefici, hanno una data di scadenza, che non va oltre i 24 mesi, sono Vegan e pure cruelty free. —

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