Brexit, forte rischio di contrazione dell'export per 1.400 aziende vicentine

Pedon: preoccupati per l'ipotesi che non si trovi un accordo

VICENZA - Esiste un forte rischio di contrazione del business per circa 1.400 aziende della provincia di Vicenza che fino ad oggi hanno mantenuto rapporti costanti con il mercato del Regno Unito, realizzando un valore complessivo di esportazioni annue superiore al miliardo di euro, e che ora dovranno fare i conti con i limiti connessi all'uscita Uk dalla Ue.

Se n'è parlato oggi in un webinar dal titolo «L'uscita di UK dalla UE: cosa aspettarci a partire dall'1 gennaio 2021» promosso da Confindustria Vicenza ed al quale hanno partecipato esponenti della diplomazia, del sistema camerale e del mondo bancario.

Per il vicepresidente dell'associazione imprenditoriale, Remo Pedon, il mancato raggiungimento di un accordo «sarebbe deleterio per entrambe le parti in causa. Lo sarebbe stato in qualsiasi momento, tanto peggio ora. Confidiamo in un rush finale del negoziato - ha auspicato Pedon - ma ci dobbiamo ovviamente preparare anche a gestire il nostro business nello scenario peggiore».

Tom Noad, presidente della Camera di commercio Uk pel l'Italia, ha da parte sua sottolineato come il ruolo degli enti camerali sia «ora più che mai importantissimo. Abbiamo 30 giorni prima della scadenza del periodo transitorio in cui dobbiamo trovare un accordo che dopo dovrà anche essere ratificato, perché dal 1 gennaio rapporto fra Uk e Italia cambierà in modo epocale. Noi siamo pronti ad assistere tutti i nostri soci nella preparazione a questi cambiamenti - ha concluso - e abbiamo in programma seminari ricorrenti per affrontare ogni aggiornamento».

Le variazioni che interesseranno anche il cambiamento nel movimento delle persone è uno dei temi toccati da Eleanor Sanders, vice ambasciatrice britannica a Roma. «ci saranno nuove regole per cittadini e lavoratori, comprese quelle sulla permanenza in Uk. L'Italia è il 10/o partner commerciale per il Regno Unito, comprendiamo l' importanza delle relazioni economiche, politiche e culturali e faremo il possibile perchè il rapporto continui».