L’Ue congela il dossier Stx. Nuovo diktat a Fincantieri

Un’immagine dei cantieri francesi di Saint Nazaire

Un portavoce della Commissione europea: «L’orologio è fermo. Aspettiamo da Trieste le informazioni richieste». Il gruppo di Bono esclude controdeduzioni

Il dossier sull’acquisizione dei cantieri francesi di Saint Nazaire da parte di Fincantieri è ormai da molti mesi sotto la lente dell’Antitrust Ue guidato dalla danese Margrethe Vestager che il 13 marzo scorso ha sospeso l’istruttoria con una serie di rilievi sui rischi per la concorrenza sul mercato delle crociere europeo. Un portavoce della Commissione europea ieri ha fatto ripartire il count down, come ha riportato ieri Republica: «Il 13 marzo la Commissione ha fermato l'orologio nella sua indagine approfondita sull'acquisizione degli Chantiers de l'Atlantique da parte di Fincantieri.

L'orologio è ancora fermo. Questa opzione viene attivata quando le parti falliscono nel presentare in tempo un pezzo importante di informazioni che gli sono state richieste. Le lancette ripartiranno quando le informazioni ci verranno recapitate». In attesa della decisione dell'Antitrust europeo, un mese fa la scadenza per il closing dell’accordo fra lo Stato francese e Fincantieri è stata fatta slittare al 31 dicembre.

Tuttavia la linea di Fincantieri, come si osserva a Trieste, non cambia. Molto difficile che arrivino nuove controdeduzioni per fugare i dubbi dell’Antitrust Ue. Per il gruppo di Bono, che da tempo ha spedito all’Ue la documentazione richiesta, la decisione va valutata in uno scenario globale e non può essere circoscritta ai confini europei.

Per la Commissione europea l’accordo tra due player globali potrebbe invece creare squilibri in un mercato già concentrato con il risultato di fare salire i prezzi delle navi da crociera. La situazione, mentre l’emergenza Covid-19 ha nel frattempo sconvolto lo scenario competitivo nel settore crociere, resta bloccata come i confini di un’Europa travolta dalla pandemia.

Come rilevano gli analisti di Equita sarebbe «ragionevole che la Commissione europea possa almeno in parte rivedere le indicazioni date sul deal in considerazione del difficile momento del settore crocieristico per effetto del Covid-19».

Non c’è una situazione di muro contro muro con il governo di Parigi che anzi, come ha sottolineato Bruno Le Maire, continua a sostenere la validità dell’operazione: «Aspettiamo solo la decisione della Commissione Ue», ha detto il ministro dell’Economia. L’annuncio dell’acquisizione italiana del cantiere francese risale ormai a tre anni fa. Dopo la vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi nella primavera del 2017 era stato raggiunto un accordo “politico”: il gruppo triestino sarebbe salito al 50% del gruppo transalpino (+1% in prestito dallo Stato francese), di fatto assumendone il controllo. Da allora ha preso il via un iter autorizzativo che non sembra ancora giunto al suo epilogo. Già a fine ottobre la commissione affari economici del Senato francese aveva espresso preoccupazione sull’accordo rilanciando il rischio di trasferimento di know-how alla Cina alla luce dalla joint-venture siglata tra Fincantieri e Cina State Shipbuilding Corporation.

Il Ceo di Fincantieri Giuseppe Bono ha sempre detto che i problemi di concorrenza non vanno cercati in Europa ma semmai in un mercato sempre più globale. Come dimostra la recente acquisizione di tre cantieri tedeschi del gruppo Nordic Yards, gli Mv WerftenE da parte del gruppo Genting di Hong Kong, maggior operatore cinese del settore. Sta di fatto che la Borsa ha reagito negativamente a questo nuovo stallo sulla vicenda Stx con il titolo della società che ieri ha ceduto il 2,56% . — © RIPRODUZIONE RISERVATA