Confagricoltura, crolla la viticoltura aumenta il consumo di pesce

Elevate perdite di fatturato per agriturismo, florovivaismo e vitivinicoltura, leggera flessione per il prosciutto di San Daniele Dop, mentre è in crescita il consumo di pesce allevato. È il bilancio tracciato da Confagricoltura Fvg alla fine del 2020

TRIESTE. Elevate perdite di fatturato per agriturismo, florovivaismo e vitivinicoltura, leggera flessione per il prosciutto di San Daniele Dop, mentre è in crescita il consumo di pesce allevato. È il bilancio tracciato da Confagricoltura Fvg alla fine del 2020.

«L'anno della pandemia in cui il comparto agricolo ha subito un andamento ondulatorio rispetto a vendite, consumi e prezzi, ma si è anche dimostrato resiliente», ha dichiarato oggi attraverso una nota il presidente regionale dell'associazione degli imprenditori agricoli, Philip Thurn Valsassina.

«La difficoltà negli spostamenti ha provocato sensibili contraccolpi negativi all'agriturismo (- 75% di fatturato) - ha segnalato il presidente - così come nella commercializzazione dei prodotti agroalimentari verso l'Horeca». Tra gli altri dati, «forti oscillazioni nella zootecnia e nel florovivaismo (-70% nel mercato fiori recisi), ma anche nel settore cerealicolo».

In alcuni casi, tuttavia, il cambio dei consumi e delle abitudini d'acquisto dei cittadini hanno creato nuove opportunità. «Ad esempio - sottolinea Confagricoltura - è cresciuto dell'11% l'acquisto di pesce allevato». Nel 2020 è stata registrata una riduzione delle vendite di vino stimabile al -30%, anche se la qualità della vendemmia è stata elevata, specie per i vini bianchi, fermi e frizzanti.

Quanto alla suinicoltura, «il 2020 ha fatto stare sull'altalena gli allevatori - ha segnalato Confagricoltura - e le nuove chiusure, il blocco dell'export e l'eccesso dell'offerta hanno portato il prezzo della carne suina a 1,2 euro al chilo, un livello di remunerazione al di sotto dei costi di produzione».

La filiera del prosciutto di San Daniele Dop ha subito una leggera flessione (-1,2% ), ma Confagricoltura Fvg confida «nell'entrata in vigore il 1° febbraio della nuova etichettatura d'origine per la carne, che potrà portare il consumatore a premiare il Made in Friuli e il Made in Italy».