Il Veneto sarà in zona arancio, Unioncamere: "Ora servono subito i ristori"

"Insieme agli aiuti serve la cancellazione delle scadenze fiscali, altrimenti le risorse stanziate saranno utilizzate per pagare le tasse. Accanto a questo, poi, serve chiarezza da parte del Governo sulle risorse e le riforme legate al Recovery Fund" afferma il presidente di Unioncamere Veneto Mario Pozza

VENEZIA. «Comprendiamo ed accettiamo la decisione perché siamo consapevoli della necessità di tutelare la salute dei cittadini e bloccare i contagi. Non possiamo, però, nascondere la nostra preoccupazione per le attività colpite da queste misure, in particolare bar, ristoranti, alberghi e mondo dello sci che sono alcune di quelle che pagano il conto più salato. Per questo è fondamentale stanziare immediatamente dei ristori e farli arrivare sul territori in tempi brevi come chiesto dal Presidente Zaia».

Lo afferma il presidente di Unioncamere Veneto, Mario Pozza, commentando la zona arancione decisa per il Veneto. «Insieme agli aiuti - prosegue Pozza - serve la cancellazione delle scadenze fiscali, altrimenti le risorse stanziate saranno utilizzate per pagare le tasse. Accanto a questo, poi, serve chiarezza da parte del Governo sulle risorse e le riforme legate al Recovery Fund, che sono fondamentali per la ripartenza ed il futuro dei territori in una logica e visione di sistema. Le imprese e le attività in Veneto hanno bisogno di avere la certezza di essere messe nelle condizioni di ripartire attraverso la sburocratizzazione, le infrastrutture materiali ed immateriali, la digitalizzazione che sono tutti aspetti che Unioncamere Veneto indica da mesi come priorità non più rinviabili. Per uscire dalla crisi causata del virus non servono aiuti a pioggia, ma interventi mirati», conclude.