[L'analisi] Next generation Veneto: investimenti e idee di sviluppo

La programmazione del Veneto dovrebbe selezionare i progetti di intervento più urgenti sulle linee indicate dall'Ue. La seconda scuola di pensiero ha invece un'estrazione più vicina al territorio, anche se è pur sempre collegata a elaborazioni internazionali in materia di sviluppo economico

Se potessimo avere una quota del Recovery Fund, proporzionale alla popolazione del Veneto (10 miliardi), potremmo ragionare di linee di investimento straordinarie per dare impulso allo sviluppo futuro della regione. Quali? Al momento sono disponibili due scuole di pensiero che guidano le decisioni.

La prima si concentra sugli elementi di modernizzazione del territorio e delle imprese che passano sotto la bandiera del 4.0. La seconda fa appello all'idea che il futuro del Veneto debba essere "metropolitano".La prima è chiaramente di estrazione internazionale. Il dibattito sulla programmazione comunitaria dei prossimi sette anni ruota attorno ai concetti di sostenibilità e digitalizzazione.

Tutti i territori del Vecchio Continente sono chiamati ad adottare nuovi standard di modernità, che si traducono in investimenti concentrati nel sistema di comunicazioni a banda larghissima (5G e oltre), nelle infrastrutture di mobilità sostenibile (non più autostrade e aeroporti, ma alta velocità ferroviaria e reti di alimentazione elettrica per le auto) e in modelli di organizzazione del lavoro basati sull'estesa applicazione dell'informatica, dalla gestione delle supply chain allo sviluppo delle competenze (algoritmi che automatizzano le attività routinarie).

La programmazione del Veneto dovrebbe selezionare i progetti di intervento più urgenti sulle linee indicate dall'Ue. La seconda scuola di pensiero ha invece un'estrazione più vicina al territorio, anche se è pur sempre collegata a elaborazioni internazionali in materia di sviluppo economico.

Essa suggerisce di incrociare le linee di convergenza europea, con investimenti dedicati all'identità del territorio, attraverso una scelta oculata dei beni collettivi per la competitività (risorse immateriali di elevato valore simbolico) che ne producono l'immagine e la reputazione a livello globale.

E' su questo fronte che il Veneto dovrebbe mettere in campo idee nuove, non solo per canalizzare le ipotetiche risorse del Recovery Fund o le risorse ordinarie per la programmazione regionale del ciclo 2021-2027, ma anche e soprattutto per attirare investimenti esteri.La reputazione del Veneto, in questo momento, è quella di una sorta di Cina europea, fatta di piccole imprese manifatturiere e turismo di massa.

Solo un progetto metropolitano che rovesci questa reputazione, può diventare il moltiplicatore del reddito futuro.Ecco perché agli investimenti infrastrutturali "europei" le forze politiche e sociali del Veneto dovrebbero affiancare una serie di investimenti orientati a cambiare paesaggio e reputazione.

Alcune idee già ci sono, perché il tema metropolitano è stato a lungo dibattuto. Serve però un colpo di reni, un dibattito aperto e intelligente sul ruolo dell'autonomia e della governance regionale. --

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