Formule e cervelli, le big del Pharma valgono a Nordest 4,8 miliardi di euro

Una linea di produzione della Zambon

La sfida per il settore è il Covid-19, dalle terapie al vaccino. Verona capitale nei campi della ricerca e della distribuzione

PADOVA. Occupazione e fatturati in crescita, investimenti in aumento. Il Nordest dell'industria farmaceutica gioca una delle sue partite più cruciali. L'area che ha saputo dimostrare le sue altissime qualità nella diagnostica e nel monitoraggio dell'epidemia ora si sta mettendo a servizio del territorio nella fase più importante nella lotta alla pandemia: lo sviluppo e la produzione del vaccino.

L'industria farmaceutica, compreso l'ingrosso dei farmaci, i preparati base, la produzione di medicinali, somma, considerando il totale del valore della produzione delle sue circa cento principali aziende, quasi 4,8 miliardi di euro. Cifra cui va aggiunto anche tutto il settore dei dispositivi medici, di cui fa parte, giusto per fare un nome, il Gruppo Stevanato, 579 milioni di ricavi e un ruolo principe nella distribuzione delle fiale per le dosi del vaccino, oltre alla partecipazione a più del 70% dei programmi Covid a livello mondiale per vaccini e trattamenti in fase avanzata.

Il vaccino italiano

Certo non di sola lotta al Covid è fatto lo sviluppo futuro del comparto, ma in questo momento topico per la salvezza della crescita economica e per la tenuta sociale del paese, il Nordest sarà un protagonista di primo piano. Il Grad-Cov2, più noto come "il vaccino italiano" ha finora condotto tutti i test clinici nel nostro Paese, tra lo Spallanzani di Roma e il Centro ricerche cliniche di Verona.

ReiThera è un'azienda che dal 2014 (abbandonando il suo vecchio nome Okairos) è stata acquisita dal gruppo multinazionale GlaxoSmithKline. Mentre la casa madre inglese, a inizio febbraio 2021, ha annunciato con CureVac NV (multinazionale quotata al Nasdaq) una nuova collaborazione da 150 milioni di euro, per sviluppare congiuntamente vaccini mRNA di prossima generazione per Covid-19 con il potenziale per una soluzione multi-valente per affrontare più varianti emergenti della malattia.

GlaxoSmithKline, la big del pharma a Nordest, registra oltre 845 milioni di euro il valore della produzione, cui si sommano i 145 milioni di euro della GlaxoSmithKline Manufactoring, sede sempre a Verona e i 112 milioni di ViiV Healthcare. Quest'ultima è una joint venture che unisce le competenze di GSK (78,3%), Pfizer (11,7%) e dal 2012 di Shionogi (10%) ed è l'unica compagnia al mondo dedicata totalmente allo sviluppo e ricerca di nuove opzioni di cura per le persone che vivono con HIV/AIDS.

Le tre principali aree di attività globali del gruppo sono farmaci, vaccini, prodotti da banco e largo consumo, in Italia, non a Verona ma a Parma, la Big Pharma è attiva in una delle frontiere più avanzate delle terapie: come gli anticorpi monoclonali, baluardo di nuovi protocolli di cura di varie patologie, dall'oncologia a malattie reumatiche e al trattamento dell'asma.

Ma nel Veronese, roccaforte del settore farmaceutico nordestino, c'è un altro presidio fondamentale: Aptuit, che nel 2010 ha rilevato il Centro Ricerche di GSK, ed è stata poi acquisita dalla multinazionale tedesca Evotec nel 2017. Il centro ricerche è un'eccellenza mondiale nella ricerca e sperimentazione di nuovi farmaci, il più grande in Italia. Attività che ha messo a disposizione anche nell'emergenza pandemica, qui con l'ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar ha avviato una collaborazione per l'analisi di tamponi di soggetti potenzialmente affetti da Covid-19.

Soluzioni infusionali

Fresenius Kabi Italia, azienda attiva nella produzione di soluzioni infusionali in contenitori in vetro e in polietilene, ha sede produttiva a Isola della Scala. Il gruppo è specializzato in farmaci e tecnologie per infusione, trasfusione e nutrizione clinica, utilizzati per la cura dei pazienti critici, oncologici o affetti da malattie croniche.

Inoltre produce farmaci salvavita e antibiotici utilizzati nella profilassi di casi acuti di Covid, nello specifico negli stabilimenti italiani si producono gli antibiotici evoluti utilizzati nelle terapie di infezioni batteriche resistenti. L'altra capitale del Pharma a Nordest è Vicenza, qui c'è la sede di Fis, una delle più grandi aziende del settore, la prima in Italia e una delle principali in Europa per la produzione di principi attivi per l'industria farmaceutica, con 506 milioni di euro di valore della produzione.

Il gruppo di proprietà della famiglia Ferrari è uno dei produttori del furosemide, principio attivo noto per il trattamento degli edemi di origine cardiaca, oppure delle benzodiazepine, conosciuto principio attivo degli ansiolitici. Ma tramite la capogruppo Nine Trees Group è anche attiva nel biotech con la controllata Anemocyte, dedicata allo sviluppo e alla produzione di farmaci biologici innovativi.

Logistica ospedaliera

Tra i gruppi principali anche la padovana Fidia, da anni produttore di vaccini ad uso umano, che recentemente si è detta disponibile a produrre gli antidoti al Covid di Pfizer e Moderna. Nel Vicentino c'è anche Zeta farmaceutici, dalla cosmetica, agli integratori al farmaco in senso lato, circa 74 milioni il valore di produzione nel 2019. E infine c'è tutta la parte logistica come la Az della famiglia Zanardo, che con LogOs, la cui maggioranza è stata ceduta a Plurima, ha creato un'area dedicata alla logistica ospedaliera.

Comparto dell'ingrosso il più popolato di aziende

Un universo di tante piccole aziende, e pochi straordinari campioni. Ecco il pharma a Nordest. In base ai dati dell'Istat, aggiornati al terzo trimestre 2020, le esportazioni del Nordest del farmaco (comprendente sia i preparati di base che i medicinali e i preparati farmaceutici) sono aumentante del 51%, superando quota 1,13 miliardi nelle tre regioni, con un assoluto predominio del Veneto che da solo ha superato quota un miliardo.

E questo in presenza di una stabilità del dato dell'import. Secondo un'analisi realizzata da Infocamere per Nordest Economia le aziende attive nella fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici e quelle che prodcono i prodotti farmaceutici di base sono la quota preminente in termini di valore della produzione ma la meno numerosa dal punto di vista delle attività.

La quota preponderante riguarda invece il settore della distribuzione, ingrosso dei prodotti e dettaglio tramite il canale di vendita delle farmacie. Nel dettaglio le aziende attive nella fabbricazione di prodotti farmaceutici di base sono circa 10 nel Nordest, di queste il 40% ha un fatturato annuo superiore ai 50 milioni di euro.

Mentre come detto è nel settore della distribuzione, intermediari e agenti di prodotti farmaceutici che si registrano la più alta casistica: in tutto oltre mille e cento aziende, quasi tutte piccole, solo una esigua schiera è composta da società di capitale, il circa 3,4 per cento.

Diversa la situazione per il commercio all'ingrosso dove si trovano 680 aziende, la maggior parte società di capitale, 508 imprese e di queste il 9,7 per cento ha un valore della produzione superiore ai cinque milioni di euro. Il 6 per cento superiore a 50 milioni. Tra queste spicca la Unifarm trentina, 366 milioni di euro di valore di produzione.--

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