VenetoCongiuntura, la ripresa di fine 2020 non basta a risollevare le imprese: l'anno si chiude con un -8,7 per cento

È il quadro sulla manifattura veneta che emerge dal rapporto VenetoCongiuntura di Unioncamere regionale condotto su un campione di oltre 2.100 imprese di tutte le province nel mese di gennaio: una fotografia dalla quale si evince la pesantezza del secondo trimestre, quello più a lungo interessato dal lockdown, e una ritrovata vitalità nei mesi successivi

VENEZIA. Quarto trimestre in lieve ripresa per produzione e fatturato rispetto ai periodi precedenti, con flessioni più attenuate (-2,1% e -2,4% rispettivamente, a confronto con lo stesso arco di tempo del 2019), anno che si chiude con una caduta complessiva di 8,7 punti e aspettative congelate in attesa di avere qualche certezza sull'andamento della pandemia.

È il quadro sulla manifattura veneta che emerge dal rapporto VenetoCongiuntura di Unioncamere regionale condotto su un campione di oltre 2.100 imprese di tutte le province nel mese di gennaio: una fotografia dalla quale si evince la pesantezza del secondo trimestre, quello più a lungo interessato dal lockdown, e una ritrovata vitalità nei mesi successivi, per quanto insufficiente a compensare le curve negative precedenti (+2,5% la congiuntura del 4/o trimestre rispetto a quello precedente).

Il documento è stato presentato oggi, a Venezia, dal presidente dell'associazione delle Cciaa venete, Mario Pozza, secondo il quale "l'industria regionale regge ed ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per uscire da questa fase complicata. Ma da sole - aggiunge Pozza - le imprese non possono farcela".

Le parole del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, sono sicuramente un segnale positivo e confortante siamo d'accordo con lui sul fatto che tutte le aziende non possono essere salvate. "Il sistema camerale - ha aggiunto - è pronto a fare la sua parte come ha fatto in questi mesi, diventando l'ambulanza delle imprese, supportandole sotto ogni punto di vista non solo per superare l'emergenza, ma soprattutto per guardare al futuro puntando su digitalizzazione ed innovazione".

Massimo Zanon, leader della Cciaa di Venezia-Rovigo, ha parlato del 2020 come di un "periodo molto brutto che non è ancora finito. Si spera si possa iniziare da qui - ha aggiunto, con riferimento alle evidenze del rapporto - da numeri che non sono tutti negativi e anche da alcuni che rappresentano una sorpresa positiva, come quelli dai quali si evince la voglia di investire da parte delle imprese".

Tornando alle tabelle di VenetoCongiuntura, una analisi sulla dimensione delle imprese consente di far emergere, come accade di norma in rilevamenti analoghi, che a soffrire di più in termini di contrazione della produzione sono state nel quarto trimestre quelle di piccole dimensioni (10-49 addetti, -3,1%) mentre quelle medio-grandi registrano una flessione minore (-1,7%).

Rispetto infine alle aspettative per i prossimi mesi, i saldi tra coloro che prevedono un incremento e coloro che si attendono una diminuzione risultano positivi per tutti gli indicatori analizzati ma di lieve entità. Per la produzione il saldo è risultato pari a +5,2 punti percentuali e per il fatturato di +3,6. A livello dimensionale, anche in questo ambito, risultano più fiduciosi gli imprenditori delle imprese medio-grandi (+20,9 punti).