Uvive: «Subito un consorzio unico per il Prosecco»

Pierclaudio De Martin presidente di Uvive, l’Unione consorzi vini veneti

Al convegno di Godega la richiesta di De Martin (Unione vini veneti). Zaia: «Basta polemiche che non fanno bene»

TREVISO. «Basta polemiche che non fanno bene ai Consorzi; si lavori per l’interesse collettivo». Parola di Luca Zaia, presidente della Regione. E «si deve arrivare – secondo Pierclaudio De Martin presidente di Uvive, l’Unione consorzi vini veneti Doc-Docg – ad un consorzio unico con le tre denominazioni del Prosecco doc, Prosecco Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene e Prosecco Superiore Docg Asolo».

Nonostante la pandemia che ha chiuso l’horeca, i consorzi hanno prodotto e imbottigliato più di sempre, l’anno scorso, ma – avverte Stefano Zanette, presidente della Doc – il valore della bottiglia è calato del 2,5%. Sono alcune delle indicazioni scaturite da 3 ore di videoconvegno dalla Fiera di Godega sant’Urbano, lunedì mattina, in cui si sono confrontati i diretti protagonisti delle denominazioni, tutte proteste non tanto ad ulteriori espansioni quantitative – i mille ettari in più resi disponibili dalla regione saranno concentrati sulle aree in difficoltà – quanto sul ridare valore alle produzioni, come ha raccomandato l’assessore all’agricoltura Federico Caner. Basta, quindi, polemiche interne ed esterne, ha detto Zaia.

Ai consorzi di tutela un appello affinché incentivino il dialogo fra loro e all’interno dei consorzi, perché i soci capiscano che la sfida che hanno in mano è una sfida importante e per la collettività. Essere in consiglio di amministrazione di un consorzio di tutela è come essere consigliere comunale in un comune. Dibattiti pubblici e sui giornali non fanno bene ai nostri vini» ha detto. Poteva non dire la sua Innocente Nardi, presidente del Conegliano Valdobbiadene Docg? Per la prima volta ha parlato.

«Le regole interne alle denominazioni sono fatte per dare valore alla produzione e, quindi, devono essere rispettate se ci poniamo questo e non altri obiettivi». Rispettate, ha precisato Nardi, «a tutti i livelli anche se non sono condivise e, se si vogliono cambiare, si abbia il coraggio di modificarle nei luoghi appropriati».

Come dire che l’attuale maggioranza del cda del Docg non può dettare nuove regole per la prossima assemblea, se non modificando lo statuto.

«Le regole hanno un valore che non può essere interpretato», ha insistito Nardi. Domani si riscontreranno le reazioni: al cda che deve lanciare l’assemblea elettiva. A questo punto de Martin, che è anche presidente della cantina di Orsago, oltre che di Vini veneti, ha lanciato la proposta di un consorzio unico per il prosecco. Ipotesi gestionale che, vista la situazione, viene condivisa anche ai vertici regionali, seppur mantenendo l’identità delle tre denominazioni. «Il mio auspicio – ha aggiunto l’assessore Caner – è un maggior dialogo fra consorzi, mettendo anche in piedi un tavolo fra Regione, associazioni di categoria e consorzi per guidare l’agricoltore nelle scelte future. E sostenibilità vuol dire anche turismo».

Ricordando come in Veneto gli ettari a vigneto sono oggi circa 100 mila per una produzione di 11 milioni di ettolitri di vino, Zaia ha chiarito, quanto al futuro che: «A chi mi chiede se il glera diventa prosecco, io dico sempre di no. Oggi piantumare un vigneto a glera con l’auspicio che diventi un vigneto di prosecco vuol dire essere fuori dal mercato e dalla storia – ha sottolineato -. Il vigneto di prosecco darà tante soddisfazioni, però bisogna che ci sia un’organizzazione sul mercato e si faccia sempre più qualità». —