Sui mercati esteri affari per 82 miliardi: il sistema ha resistito

Sul mensile Nordest Economia, in edicola il 16 marzo, focus su export e ripartenza. Terzulli (Sace): «La ripresa economica arriverà all'Asia»

PADOVA - La pandemia ha colpito le vendite globali delle imprese italiane, ma il Nordest si riscopre trainante per l'export nazionale anche in tempi di Covid.

Questo è il tema al centro del nuovo numero del mensile Nordest Economia in uscita martedì 16 marzo con Il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso, la Nuova di Venezia e Mestre, Il Corriere delle Alpi, il Messaggero Veneto e Il Piccolo.

I ricavi internazionali di Veneto, Fvg e Trentino Alto Adige sono superiori a 82 miliardi di euro, in calo dell'8,2 per cento, meglio del 2009 annus horribilis per la crisi finanziaria mondiale, ma soprattutto è la cifra che mostra la maggior tenuta nell'Italia industriale.

Nel 2019 le vendite internazionali del manifatturiero avevano superato per quest'area gli 86 miliardi, nel 2020 causa Covid il dato finale è più basso ma superiore ai 79 miliardi di euro.

Nonostante questo arretramento, infatti, la vocazione internazionale del territorio non cede neppure alla crisi sanitaria.

A fine anno si è registrato un effetto rebound che, se non ha compensato l'andamento disastroso dovuto al lockdown, certamente dice molto di quello che c'è da attendersi.

Le previsioni e i primi dati vedono la ripartenza dai paesi extra-Ue.

Esempi importanti ci sono nel settore dell'occhialeria, ma anche nel settore della siderurgia e della componentistica.

Come pure in un comparto molto in sofferenza come quello del lusso.

I campioni dell'export a Nordest sono aziende che entrano nella filiera della componentistica industriale di alto livello, attivi nel comparto moda e dell'elettrodomestico.

Oltre chiaramente nell'agroalimentare. De' Longhi, Gruppo Rana, Danieli con le sue commesse in Russia, Fincantieri, la grande siderurgia veneta e friulana, tanti i big che sono stati in grado di dimostrare tenuta e crescita.

La globalizzazione non è morta, «è solamente diversa da quella che abbiamo imparato a conoscere», spiega Gianluca Toschi di Fondazione Nord Est.

È questo un punto di partenza per raccontare la nuova normalità.

Gli ultimi dati a disposizione, spiega Toschi nel suo intervento, «sembrano evidenziare che le catene globali del valore mostrano un certo grado di resistenza di fronte all'attuale shock economico globale e questo porta a pensare che la situazione che stiamo vivendo potrà probabilmente accelerare i processi già in atto senza modificarne in maniera significativa il segno».

Rispetto alle imprese del Nordest, le indicazioni che si possono trarre sono diverse: «La regionalizzazione delle catene globali del valore potrebbe richiedere alle imprese coinvolte un ulteriore sforzo per moltiplicare la propria presenza internazionale attraverso nuovi investimenti» afferma Toschi.

Riguardo ai mercati che cavalcheranno la ripresa, analizza Alessandro Terzulli, Chief Economist di Sace: «La ripresa arriverà dall'Asia. La Cina chiude in positivo benché sia stato il primo Paese colpito dalla pandemia».

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