Fiere, prove di alleanza tra Udine e Pordenone. Aperti al Veneto

Definito un piano di integrazione per la gestione coordinata degli eventiIn programma manifestazioni a anche Trieste e Gorizia. Collaborazioni allo studio con Verona, ma no a partecipazioni di maggioranza

UDINE - Formazione, università, carriera, lavoro, imprenditorialità.

È su questi temi, mutuando l'esperienza di Young e Punto d'incontro, eventi rispettivamente di Udine e Pordenone, estendendoli a Trieste e Gorizia, che si declineranno le prove di aggregazione di Pordenone fiere e Udine e Gorizia fiere spa.

Per le due società la via delineata dalla politica è quella dell'integrazione con l'obiettivo di far nascere un sistema fieristico unico regionale.

Una via in qualche modo "imposta" dalla legge regionale Fvg, approvata lo scorso anno, che la poneva come condizione per l'accesso alle risorse stanziate a titolo di ristoro per i danni causati dalla pandemia (500 mila euro) che ha di fatto cancellato il calendario eventi di entrambe.

E così accade che Pordenone e Udine si siano sedute al medesimo tavolo per cercare di capire da che parte iniziare a collaborare, accantonando storiche rivalità, e partendo da situazioni molto diverse.

Pordenone conta 32 o 36 manifestazioni annue (a seconda degli anni pari o dispari) di cui 7 esclusivamente business e internazionali, Udine ferma a una decina.Il primo obiettivo è almeno una manifestazione congiunta, probabilmente quella dedicata ai giovani, esportandola anche a Trieste e Gorizia.

In concomitanza avviata la due diligence utile a definire il valore delle società e capire quale sarà la soluzione migliore per creare la "cornice" per le manifestazioni fieristiche del Fvg. Non escludendo collaborazioni oltreconfine.

Proposte di partecipazione dal Veneto a Pordenone fiere non sono mancate, ma i soci (7 Comuni del Friuli occidentale, Cciaa di Pordenone Udine e Intesa Sanpaolo) non paiono intenzionati a cedere il controllo.

Più probabili partnership, sullo stile di quella con Verona per Wood, che ospiterà Samulegno.

«Aperti a partecipazioni, ma non di maggioranza - chiarisce Renato Pujatti, presidente di Pordenone fiere - è vero che c'è interesse anche rispetto ai servizi, ad esempio sul fronte allestimenti e arredamenti li abbiamo progettati e realizzati e oggi ci consentono di ridurre significativamente i costi. Rispetto alla collaborazione con Udine, è un percorso che abbiamo avviato e cercheremo di capire in che modo questa partnership si potrà implementare, anche alla luce delle evoluzioni del settore imposte dalla pandemia».

«Partiamo da una fase molto operativa - conferma Lucio Gomiero, amministratore unico di Udine e Gorizia fiere - che guarda ai prossimi anni e lo fa su più fronti; quello del palinsesto esistente per immaginare razionalizzazioni e innovazioni, e per creare nuovi eventi congiuntamente. Gli obiettivi sono più d'uno, dalla riduzione dei costi alle sinergie sugli acquisti e i servizi. Immaginiamo di progettare un evento sul bosco, uno sulla formazione e il lavoro, guardiamo anche al food, cercando di definire un programma che vada bene per la regione da declinare in un piano operativo per i prossimi 12/24 mesi».

E che non precluda «il guardare oltre il Friuli Venezia Giulia per stilare alleanze interessanti per l'organizzazione di eventi». La partnership, che ottiene la benedizione dell'assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini al quale è stato presentato il piano di integrazione per la gestione coordinata degli eventi, è dunque decollata. --

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