Top500 Padova, le imprese cercano la riscossa dopo un 2020 nero: Pil in risalita del 5,7% nel 2021

Archiviato un terribile -9,7%, peggiore rispetto al -8,9% nazionale, i dati elaborati da Prometeia e Ufficio Studi PwC stimano per il territorio patavino una ripresa più rapida rispetto al Paese nel suo complesso (+4,8%)

PADOVA. Il sapere, l’imprenditorialità, la ricerca incessante del meglio, l’ossessione per l’innovazione. L’ultima tappa veneta di Top500 di Nordest Economia arriva a Padova, l’area che per prima, quel tremendo 21 febbraio del 2020, si svegliò epicentro di una pandemia che ha sconvolto il paese e il mondo. Arriva in un luogo simbolo, l’università, nella sala dell’Archivio del Bo. Un luogo metaforico che unisce ad un tempo sapere e spirito dell’economia. L’università ha detto Paolo Possamai, direttore di Nordest Economia, hub economico dei quotidiani Gedi di Veneto e Friuli Venzia Giulia, è infatti madre delle imprese. Con Possamai a dare il benvenuto a coloro che hanno seguito la diretta streaming Fabrizio Brancoli, direttore del Mattino di Padova.

Sul palco reale e virtuale del talk le elaborazioni e le analisi Prometeia e PwC sull’andamento dell’economia padovana. Una provincia che mostra nell’annus horribilis del Covid dati in forte riduzione.

I dati

Prometeia e Ufficio Studi PwC stimano, infatti, per l’anno appena concluso una contrazione del Pil pari al -9,7%, peggiore quindi rispetto al -8,9% nazionale stimato dall’Istat. Nel 2021, però, è prevista una ripresa più rapida (+5,7%), rispetto al Paese nel suo complesso (+4,8%).

Giovanni Marano, partner di PwC, parlando dei trend a valle dello shock premette: «Il 2019 rispetto al 2020 e 2021 ha una distanza quasi preistorica». Però conoscere come lo stato delle imprese all’entrata nella crisi pandemica è un dato necessario oltre che utile.

Le aziende, spiega, «si sono presentate all’esordio della crisi sanitaria finanziariamente solide». L’emergenza ha prodotto degli effetti a strascico, oltre che impattare sui fatturati ha prodotto una riduzione importante della domanda interna con -13 per cento dei consumi delle famiglie e l’occupazione scesa del 9,7 per cento.

Paolo Possamai, direttore di Nordest Economia, e Fabrizio Brancoli, direttore del Mattino di Padova

L’analisi

Nel 2020, spiega Marano,«I dati di fatturato delle aziende mostravano mediamente un risultato negativo attorno al 10 per cento per l’industria, con il settore moda che ha sofferto ancora di più con un calo superiore al 22 per cento».

Nel 2021 però si vede la ripresa. Tre le direttrici principali della risalita: digitalizzazione, infrastrutture e sostenibilità, parole d’ordine anche per il padovano. Con un caveat enorme: «Le politiche non dovranno più essere a pioggia ma dovranno arrivare su filiere per creare effetto moltiplicatore del pil». Marano chiude citando il presidente degli Stati Uniti Joe Biden:«È finita l’epoca di controllo della pandemia è arrivato il momento di re-immaginare e ricostruire l’economia citando».



Imprese in debito di ossigeno

L’altro pezzo dell’analisi sulla salute dell’economia padovana l’ha offerta Antonio Parbonetti, prorettore dell’Università di Padova, che ha raccontato il lavoro fatto dal dipartimento di economia sul rischio delle imprese. «Il calo dei ricavi è più elevato in Italia rispetto ad altri paesi - è la premessa - questa contrazione dei ricavi non si associa ad una corrispondente contrazione dei costi». L’effetto è che moltissime imprese «chiuderanno in perdita i bilanci, e questo rende difficile la sopravvivenza » di molte attività.

Spiega Parbonetti che il debito vedrà un incremento della sua mediana dall’1 al 12 per cento e «diciotto volte cresce la possibilità di avere dipendenti a rischio. Inoltre - sottolinea - quando si indebolisce il patrimonio netto si riduce la possibilità di avere risorse anche dal settore bancario». Infine c’è l’impatto sociale: l’ indebolimento economico trascina con sé la sostenibilità finanziaria portandosi dietro anche un effetto occupazionale.