[L’Editoriale] Pensare al futuro durante la tempesta Le imprese leader sono già in cammino

I grandi gruppi impegnati in acquisizioni nel segno della crescita una tendenza che prende piede anche fra le aziende meno in vista 


Mentre la tempesta imperversa ancora e mette i ceppi alle vite di persone, famiglie, imprese, la capacità di resistenza e di pensare con verbi al futuro contraddistingue il sistema economico nordestino.
Nei giorni scorsi, uno dei più importanti banchieri italiani mi faceva osservare che - con le dovute e gravi eccezioni di una primaria industria italiana, ossia il turismo, del commercio al dettaglio e del comparto moda - la manifattura è ripartita a ritmi intensi.

Uno dei maggiori industriali italiani, saldamente radicato a Nordest sebbene non vi sia nato, mi ha fatto notare l’importanza potenziale del fattore psicologico nel prossimo triennio: quando di anno in anno il Prodotto interno lordo cresce del 4% e più, può innescarsi un fenomeno di euforia come accadde alla fine della Seconda guerra (chi mi proponeva questa riflessione parlava per esperienza diretta, avendo già visto gli 80 anni e esprimendo però la fiducia di un giovane).

Un altro operatore finanziario molto attivo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, si occupa di un fondo di investimento da centinaia di milioni, mi rimarcava due fattori: l’enorme massa di liquidità, la mole di risparmi familiari e di cassa delle imprese assai cresciuti causa Covid. Ma non appena ve ne saranno le condizioni, i consumi ripartiranno a scatto e così gli investimenti delle imprese.

Il Centro studi di Confindustria stima in recupero del 3,6% quest’anno e del 4,1% nel 2022 i consumi delle famiglie, rispettivamente del 9,2% e del 9,8% gli investimenti fissi lordi, dell’11,4 e del 6,8% le esportazioni. Nelle due annate, sempre secondo il Rapporto confindustriale, il contributo del Piano Next Generation Eu alla ripresa dovrebbe pesare lo 0,7% e lo 0,6% del prodotto interno lordo.
Le ragioni della speranza non possono condurci a mettere tra parentesi difficoltà e criticità. Il rapporto sulla competitività delle imprese di recente pubblicato dall’Istat, segnala che solo l’11% può essere definito “solido” mentre il 45% è classificabile come “strutturalmente a rischio”.
Non disponiamo ancora dei bilanci 2020, strumento essenziale per definire lo stato di salute del sistema economico. Ma abbiamo i dati delle società quotate. Il fatturato delle aziende italiane presenti a Piazza Affari è sceso del 17%, lo scorso anno si sono salvate solo chimica, farmaceutica (Ros al 23,8%) e titoli tecnologici.

I titoli in qualche modo legati al Nordest che hanno chiuso il 2020 con il fatturato in retromarcia sono Atlantia, Autogrill, Aquafil, Carraro, Eurotech, Danieli, Fincantieri, Geox, Ieg, Moncler, Piovan, Safilo, Sit, Somec, Zignago Vetro. In controtendenza solo Asco, Carel, De’ Longhi, Hera, Piteco. Perché i numeri dell’anno primo di pandemia sono del tutto atipici.
Possiamo osservare che De’ Longhi sta procedendo nelle ultime settimane con un piano di acquisizioni funzionali a rimarcare la leadership internazionale del gruppo trevigiano nel campo dei piccoli elettrodomestici. Asco e Hera stanno perseguendo un piano industriale non conservativo della rendita di posizione implicita nel mestiere di public utility.

Quanto al gruppo cui appartiene Piteco, risalente alla famiglia trentina Podini, ha appena acquisito la veronese Ifinet (cyber security e cloud). Ma uscendo dal perimetro delle quotate i segnali di dinamismo nel periodo più recente si vanno moltiplicando. I fratelli Illy hanno definito il riassetto di illycaffè (facendo entrare un fondo) e per il Polo del gusto (aperto a un socio finanziario).

Enrico Zoppas con la San Benedetto ha rilevato le fonti udinesi Paradiso. Solaris e i francesi Beneteau, entrambi insediati nel polo della nautica a Monfalcone, hanno stretto un’alleanza. Una società del porto di Amburgo investe nella piattaforma logistica di Trieste.

Ma lo stesso fenomeno sta accelerando nei campi più disparati e pure al di fuori dei gruppi e delle famiglie più in vista. Così Visottica Comotec, bellunese leader nella componentistica per occhiali, integra Eurodecori; la trevigiana Margherita e la veneziana Prodal faranno insieme pizze surgelate; il fondo Pm & Partners ha preso il controllo di Cytech (protezioni per abbigliamento sportivo).

E l’elenco molto a lungo potrebbe continuare, a testimonianza della volontà di rilancio in atto (e non solo a parole).—